L’ennesimo attacco del comune di pisa alla comunità LGBT+, una mozione contro il DDL ZAN

Abbiamo appreso con sconcerto dell’approvazione da parte del Comune di Pisa, con voto favorevole unanime da parte della maggioranza, di una mozione che esprime contrarietà rispetto alla legge contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, il sessismo e l’abilismo (“DDL Zan”) che è stata recentemente approvata dalla Camera dei Deputati e delle Deputate e che presto passerà in esame al Senato della Repubblica.

Fin dal titolo (“contro ogni tipo di discriminazione e per la libera manifestazione del pensiero”), che già suona come il classico “ho tanti amici gay, ma…”, la mozione lascia presagire di essere un concentrato dei più comuni slogan diffusi dai detrattori della legge in questione. Si legge ad esempio che non vi è un “vuoto legislativo quanto alla tutela delle persone da eventuali discriminazioni per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”, e che tale dispositivo andrebbe a punire chi “non si riconosce nel pensiero unico sui temi del matrimonio gay, dell’utero in affitto, dell’indottrinamento gender nelle scuole, delle adozioni gay”, usando le parole d’ordine delle associazioni anti-LGBT e il medesimo linguaggio costruito per generare paura (“utero in affitto” e “indottrinamento gender”). Il tutto corredato da inappropriati esempi di procedimenti penali o amministrativi avviati in Stati diversi dal nostro.

Sarebbe bastato leggere il testo della legge per scoprire che l’articolo 3 riporta la dicitura “non costituiscono istigazione alla discriminazione la libera espressione delle idee o la manifestazione di convincimenti o di opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, nonché le condotte legittime riconducibili alla libertà delle scelte, purché non istighino all’odio o alla violenza, ossia non presentino un nesso con atti gravi, concreti ed attuali”, andando quindi a salvaguardare la libera manifestazione del pensiero tanto cara alla maggioranza del Consiglio Comunale, e a tutti e tutte noi.

La Legge Zan, invece, va ad assegnare un’aggravante di pena nel caso di violenza e discriminazioni per motivi di orientamento, identità di genere, genere o disabilità, un’aggravante che a nostro parere è necessaria poiché le categorie tutelate sono categorie fragili, vessate da secoli di esclusione sociale, cancellazione, violenze psicologiche e fisiche. Secondo la mozione presentata, istituire una tale aggravante, che esiste già per i reati basati sull’etnia e sul credo religioso, costituirebbe una “discriminazione a danno di anziani, obesi, disoccupati”. Respingiamo questo tipo di retorica che mette le comunità l’una contro l’altra, come comunità oppressa conosciamo il valore delle alleanze e sappiamo che i diritti non sono limitati quindi saremo in prima linea qualora nuove proposte legislative vogliano allargare le tutele anche ad altre categorie.

Ciò che è più importante è che tale legge andrebbe a stanziare dei fondi per progetti di prevenzione delle discriminazioni, istituendo anche la “giornata nazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia”, dotando il Paese di un dispositivo per educare alle differenze di genere, orientamento, identità di genere e costruire una società più accogliente e inclusiva. Probabilmente è questo il vero timore di chi non vuole che una tale legge venga approvata: che il pensiero unico del “matrimonio basato sul binomio uomo-donna”, della presunta necessità dei bambini e delle bambine di avere due genitori di due generi diversi, e della scontata corrispondenza tra sesso biologico e identità di genere venga sradicato in favore della pluralità delle idee, dei diritti e delle identità. Lo ribadiamo per l’ennesima volta: concedere tutela e diritti a una parte della società non indebolisce in alcun modo i diritti di tutti e tutte le altre, ma aiuta solo a creare una società più accogliente. La mancanza di educazione e diritti ha conseguenze drastiche nelle nostre vite e l’appena trascorso TDoR (Trans Day of Remembrance) ne è la più concreta e drammatica testimonianza, come riportato dai dati dell’annuale report stilato dal TGEU, che fanno dell’Italia il Paese europeo con maggior numero di vittime trans e di genere non conforme.

Come abbiamo ribadito in piazza il 17 ottobre scorso, siamo a favore dell’approvazione della legge Zan, per quanto sia una legge già risultato di un compromesso, e premiamo affinché il passaggio in Senato avvenga senza ulteriori emendamenti.

Fuori L’Omofobia e la transfobia da Palazzo Vecchio!

Domenica 19 gennaio 2014 a Palazzo Vecchio si svolgerà un’iniziativa assai bizzarra. Il Comune ospiterà infatti una manifestazione e un convegno di Manif Pour Tous, un’espressione della destra clericale che contesta la legge contro l’omo-transfobia.

«Partendo da un sentimento di amore per ogni persona», Manif Pour Tous vuole potere continuare a discriminare gay, lesbiche, bisessuali, trans ed intersessuali, smerciare odio sociale a basso costo e avvelenare gli animi arrivando a dipingendoci come soggetti pericolosi. Partendo dall’amore, insomma, arrivano direttamente a spacciare paura.
In condizioni ottimali, di piena tutela dei diritti e di eguaglianza tra persone, uno Stato non solo negherebbe le proprie sedi istituzionali per iniziative come questa, ma difenderebbe i propri cittadini dai discorsi di odio e dai fiumi di violenza verbale che si riversano quotidianamente contro lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali.
Invece, mentre noi lavoriamo ogni giorno nelle scuole per prevenire violenza e bullismo, Manif Pour Tous si attrezza per impedirci di prendere parola. Mentre cerchiamo di essere cittadine e cittadini a pieno titolo, con pari diritti, Manif Pour Tous pretende che continuiamo ad essere cittadini a metà. Mentre noi stiamo a contare i nostri morti uccisi dall’odio e dalla violenza, Manif Pour Tous fa bella mostra di sé in un salone rinascimentale.
Inoltre, l’iniziativa di Firenze si affianca a un’iniziativa simile a Roma e segue quelle di Verona, Brescia e Perugia dello scorso autunno. Si inserisce, inoltre, in un percorso quasi intimidatorio che contesta la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015), approvate dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Per di più, gode di numerosi appoggi politici, come dimostra la presenza di rappresentanti del Governo quali il ministro Quagliarello e il sottosegretario Toccafondi.
Chiediamo al Comune di Firenze di astenersi dal concedere una sala di alto valore simbolico come il Salone dei Cinquecento o il Salone dei Ducento.

Per questo, domenica, non staremo a guardare, a lasciare che passi anche questa, nell’indifferenza generale. Vogliamo sapere da che parte sta il Comune di Firenze? Da che parte sta il Sindaco di Firenze e Segretario nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi?

Il Movimento LGBTI* della Toscana – fatto di associazioni, gruppi informali e singol* attivist*– non rimarrà in silenzio e promuoverà una contromobilitazione. Riteniamo necessaria una risposta pacifica di quella parte della città che crede realmente nel valore delle differenze e del rispetto della dignità umana.

 

 

ADESIONI:

AGEDO Associazione Genitori, Familiari ed Amici di Omosessuali (Toscana)
Arcigay Arezzo “Chimmera Arcobaleno”
Arcigay Grosseto “Leonardo Da Vinci”
Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”
Arcilesbica Firenze
Arcilesbica Pisa
Associazione Consultorio Transgenere (Torre del Lago)
Azione Gay e Lesbica – Firenze
Famiglie Arcobaleno
IREOS Comunità Autogestita Queer – Firenze
Laicità e Diritti
Lei disse Si
Rete Genitori Rainbow
Pinkriot – Arcigay Pisa
Spos* in fuga

Unioni civili. Bene il rilancio in Consiglio Comunale.

 

Ieri, in data 14 marzo, il Consiglio Comunale ha approvato la mozione congiunta presentata da Partito Democratico e Rifondazione Comunista per rilanciare il Registro delle Unioni Civili di cui Pisa ha celebrato lo scorso anno il quindicennale dall’istituzione.

 

Le associazioni riconoscono l’impegno del Consiglio Comunale a partire dall’Assessora alle Pari Opportunità Maria Luisa Chiofalo, che ha accolto le istanze della popolazione LGBTIQ sviluppando negli anni una proficua relazione con l’associazionismo del territorio.

 

Contente/i di questo esito, ci auguriamo che questo non sia un punto di arrivo ed invitiamo il Consiglio a mantenere vivo l’impegno dimostrato finora, per approvare, entro la fine del mandato, il regolamento di cui si evidenzia la necessità nella mozione approvata, passo importante nella parità di cittadinanza delle persone LGBTIQ e nella tutela dei nuclei d’affetto sia eterosessuali sia omosessuali.

 

Arcigay Pisa
ArciLesbica Pisa

 

Corso di formazione “Essere come – Gestione delle dinamiche del conformismo e benessere psicosociale nei gruppi LGBT”

Arcigay Pisa, con il patrocinio del Comune di Pisa ed il contributo del Ce.S.Vo.T., organizza il corso di formazione Essere come – Gestione delle dinamiche del conformismo e benessere psicosociale nei gruppi LGBT.

Nei contesti LGBT del nostro territorio sono presenti realtà molto diversificate: comunità in cui gay e lesbiche sono pienamente visibili e ambiti in cui persone omosessuali scelgono l’invisibilità o manifestano il proprio orientamento sessuale in
modo selettivo. È in questi ultimi, che i giovani omosessuali spesso faticano a trovare, in fase di crescita e di sviluppo identitario, modelli positivi in cui riconoscersi, modelli non contemplati dai media, dove spesso, accanto a rappresentazioni contraddittorie dell’omosessualità, si confondono desiderio omosessuale, atipicità di genere e travestitismo. Arcigay Pisa intende sviluppare un corso per formare volontari di associazioni sulle dinamiche del conformismo analizzato
specificatamente nelle comunità LGBT e di diffondere in tutte le associazioni, attraverso l’attivazione e la valorizzazione di reti territoriali, strumenti di comprensione di realtà ancora poco conosciute ma presenti in maniera trasversale nei
contesti sociali e associativi più vari.

Il corso ha come obiettivo quello di formare volontari/e sulle dinamiche del conformismo con focus specifico sulle realtà LGBT veicolando corrette prassi di linguaggio. Ridurre il disagio causato dall’assenza di modelli di riferimento e/o dall’adesione a modelli identitari troppo restrittivi, nell’ottica della diffusione, a livello interassociativo, di strumenti di comprensione di realtà potenzialmente
presenti in maniera trasversale nei contesti più diversificati.
Le metodologie adottate nello svolgimento del progetto saranno esercitazioni, lavori di gruppo e lezioni frontali attraverso le metodologie del case study, didattica attiva, metodo deduttivo e role playing.
Il corso è destinato a volontari/e attivi/e, responsabili e formatori delle associazioni di volontariato operanti sul territorio; si rivolge anche a esperti nella gestione delle dinamiche di gruppo.

Programma del corso:


Domenica 9 settembre 2012

  • Ore 9:00 – 10:00
    Seminario di apertura
  • Ore 10:00 – 12:00 e 14:00-16:00
    Identità e modelli di identificazione
    Analisi delle dinamiche di formazione identitaria, i processi educativi.
    Simona Giannotti, Psicologa psicoterapeuta


Sabato 15 settembre 2012

  • Ore 9:00 – 13:00
    Le forme del disagio.
    Dinamiche di adeguamento e rifiuto del modello.
    Fabio Franciosi, psicologo psicoterapeuta
  • Ore 14:00 – 16:00
    Strumenti per il volontario.
    Riconoscere il disagio.
    Simona Giannotti, psicologa psicoterapeuta


Domenica 16 settembre 2012

  • Ore 10:00 – 12:00
    Strumenti per il volontario.
    Affrontare il disagio.
    Simona Giannotti, psicologa psicoterapeuta
  • Ore 14:00 – 16:00
    Strumenti di interculturalità
    La rete per superare le differenze – Elaborazione.
    Simona Giannotti & Fabio Franciosi, psicologi e psicoterapeuti;


Giovedì 27 settembre 2012

  • Ore 17:00 – 20:00
    Strumenti di interculturalità
    La rete per superare le differenze – Restituzione.
    Simona Giannotti & Fabio Franciosi, psicologi e psicoterapeuti;

Sabato 29 settembre 2012

  • Ore 14:00 – 18:00
    Tipologie di conformismo nelle comunità LGBT
    Elena Tebano, giornalista esperta di cultura LGBT.

Domenica 30 settembre 2012

  • Ore 10:00 – 12:00 e 14:00 – 16:00
    L’importanza del lessico per un uso consapevole e inclusivo del linguaggio nei contesti LGBT
    Elena Tebano, giornalista esperta di cultura LGBT.
  • Ore 17:00 – 18:00
    Seminario di chiusura

Le lezioni avranno luogo presso La Limonaia – Scienza Viva, in vicolo del Ruschi, 4, 56127 Pisa.

Accoglienza Inclusiva

Arcigay Pride!

è lieta di invitarVi al corso di formazione organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Pisa e con il contributo delCeSVoT
Clicca qua per leggere il comunicato.

Accoglienza Inclusiva:

volontariato a confronto con omosessualità e transessualismo.

12 gennaio – 16 febbraio 2008 presso la sala conferenze della stazione Leopolda, piazza Guerrazzi – Pisa
Scadenza per la presentazione delle domande d’ iscrizione: 5 gennaio 2008

Puoi leggere il programma degli incontri e scaricare:

Chi fosse interessato a partecipare può inviarci la domanda d’iscrizione ai nostri recapiti.
Restiamo a Vostra disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti.

Cordiali Saluti,
Marco Michelucci

Get Real

ARCIGAY PRIDE! presenta GET REAL!

L’importanza di essere se stessi

Sabato 27 ottobre 2007,
presso il cineclub Arsenale
Via Scaramucci, 4 – 56125 Pisa (PI)

ore 9.00 Presentazione Pietro Amat Arcigay Pride! Pisa;
ore 9.30 Proiezione del film Get Real – Vite nascoste, (di Simon Shore, 1998) che racconta la vita di un giovane ragazzo in una scuola superiore inglese;
ore 11.30 tavola rotonda con Alessandro Galvani, pedagogista, Mila Banchi, presidentessa di AGeDO Livorno e Valeria Loiacono, psicologa.
Iniziativa promossa da Arcigay Pride! col patrocinio del CeSVoT, della Provincia di Pisa e del Comune di Pisa

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