Per la legge Zan e molto di più: non un passo indietro – PISA

MOBILITAZIONE NAZIONALE – 15 MAGGIO

PISA, PIAZZA VITTORIO EMANUELE, H 17.00

✊ Aderendo alla mobilitazione nazionale Pinkriot Arcigay Pisa, Agedo Toscana, Associazione Consultorio Transgenere, Famiglie Arcobaleno (Toscana) e Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford organizzano anche a Pisa una piazza in sostegno all’approvazione del #DDLZAN perché abbiamo bisogno di #ddlzanemoltopiu 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️

 

 

PER LA LEGGE ZAN E MOLTO DI PIÙ: NON UN PASSO INDIETRO.

Il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità (conosciuto come DDL Zan) è ancora ostaggio in Parlamento ed è contrastato dalle forze più reazionarie del Paese. Si continua a rimandarne la calendarizzazione in Senato, si inventano tecnicismi assurdi e si raccontano fake news sulla legge. Al centro di questi giochetti politici, come al solito, ci sono le nostre vite e le nostre esistenze, che non trovano però spazio e rappresentazione sui media, sui giornali, nelle discussioni sul DDL Zan.

Da mesi ci mobilitiamo in tutte le piazze d’Italia, rispettando tutte le misure anti-covid, per dire che è arrivato il momento di ascoltare la voce delle donne, della comunità LGBTQIA+, del mondo trans-femminista e delle persone con disabilità. Siamo stanchə di subire una narrazione violenta condotta da chi vuole avere la libertà di odiarci, di discriminarci, di picchiarci, di ucciderci e di invisibilizzare i nostri corpi e le nostre vite. Lo diciamo chiaramente: la violenza non è un’opinione.

Pretendiamo che questa legge venga immediatamente calendarizzata e approvata in Senato, senza ulteriori modifiche e senza altri passi indietro, come successo già anni fa con la legge sulle unioni civili (legge Cirinnà) e lo stralcio della stepchild adoption e come accaduto questa volta con l’inserimento di un articolo, il salva-idee, misura giuridica ridondante. Sappiamo quindi bene che questo disegno di legge è già un compromesso al ribasso tra partiti e arriva con un ritardo di trent’anni. Al suo interno si propongono aspetti penali e alcuni provvedimenti nell’ambito delle “azioni positive”. Crediamo sia necessaria l’approvazione così com’è del DDL Zan.

Crediamo anche che non sia sufficiente una sola legge per risolvere problemi radicati profondamente nella cultura e nella società del nostro Paese, dovendo intervenire quindi con più efficacia sugli altri fronti, spesso solo accennati all’interno del DDL, e per i quali serve un lavoro quotidiano e un totale ripensamento del presente, per creare finalmente una cultura del rispetto e della valorizzazione delle diversità.

Abbiamo un’altra idea di futuro e di società, non abbiamo bisogno di sopravvivere all’interno di un mondo ciseteropatriarcale, razzista, sessista e abilista.

Durante la pandemia, sono aumentate le richieste di aiuto da parte di persone LGBTQIA+ e donne a causa di soprusi e vessazioni tra le mura domestiche. Conosciamo infatti le radici culturali e sociali di queste violenze strutturali e sistemiche, che non si risolvono solo con una legge.

Non possiamo per questo rinunciare a porci numerosi altri obiettivi per generare quel cambiamento sociale necessario alle nostra comunità: pretendiamo infatti educazione sessuale, all’affettività, al consenso e alle differenze nelle scuole di ogni ordine e grado, che sia in grado di contrastare anche l’abilismo; vogliamo il pieno riconoscimento della responsabilità genitoriale per tuttə; vogliamo la piena parità e dignità anche per ogni identità di genere fuori dal binarismo uomo-donna e per ogni orientamento sessuale e/o affettivo. Vogliamo servizi pubblici capaci di rispondere alle esigenze della nostra comunità, dalla formazione del personale sanitario e medico a quella di giudicə e avvocatə fino al diritto alla salute e alla sanità pubblica realmente per tuttə; dalle politiche sul lavoro fino all’allargamento del welfare state in grado di garantire la nostra dignità e la nostra piena autodeterminazione.

Reclamiamo consultori e centri antiviolenza autonomi, autogestiti e transfemministi, per donne e persone LGBTQIA+: andranno per questo monitorati bandi e fondi già messi in campo dalla legge affinché questi siano adeguati alle nostre esigenze e diffusi su tutto il territorio nazionale. Con i nostri corpi, diremo che il sesso non è un destino e che le nostre vite contano, rivendicando la dignità di ogni identità di genere fuori dal binarismo: vogliamo per questo la fine della rettificazione genitale alla nascita per le persone intersex, la piena depatologizzazione dei percorsi di transizione; un ripensamento della legge 164/1982 e la piena applicazione della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza, nonché una legge che vieti a chi pretende di curarci di praticare le cosiddette “terapie di riconversione”. Esiste inoltre il problema della sierofobia che allontana le persone della nostra comunità dall’accesso ai servizi sanitari. La pandemia ha evidenziato la necessità di investire sulla medicina territoriale e sulla sussidiarietà: abbiamo già gli strumenti sanitari per sconfiggere l’HIV/AIDS ma questo non sarà possibile senza finanziare opportunamente i checkpoint community-based, investire su tracciamento, trattamento e conoscenza (la cosiddetta strategia 90/90/90) a livello nazionale ma soprattutto rendere gratuito l’accesso alla PrEP (come avviene anche in altri paesi europei).

Inoltre, per le persone migranti e rifugiate, ad oggi è sempre più difficile richiedere asilo per discriminazione verso minoranze sessuali e di genere. Il razzismo incide in maniera forte su questa mancanza di tutele, che noi invece riteniamo fondamentali: non possiamo e non vogliamo mettere da parte chi subisce omo-lesbo-bi-trans-intersex-afobia e attraversa i confini per salvarsi da quella stessa violenza che questa legge si propone di combattere.

Vogliamo anche una vera ed effettiva inclusione delle persone con disabilità all’interno della nostra società, che passi da una vera inclusione lavorativa, dalla creazione e il finanziamento di servizi assistenziali che garantiscano una vita indipendente. Vogliamo inoltre il riconoscimento, la tutela e la giusta retribuzione dei caregiver, che non sono né autisti né badanti di chi non è autosufficiente ma sovente parenti, genitori o congiuntə e che sopperiscono alle mancanze dello Stato. Pretendiamo servizi scolastici adeguati, niente più barriere nei luoghi di pubblica fruizione e nelle nostre città. Anche i mass-media devono lasciare spazio alle persone con disabilità, affinché diventino protagoniste del quotidiano e non più ospiti (spesso da compatire o da ammirare) e, con i loro corpi e le loro competenze, possano gettare luce e far chiarezza su un mondo ancora misconosciuto dal “grande pubblico”.

Siamo stanchə di vedere giochi al ribasso sulle nostre vite: il DDL Zan non è che un primo passo e ne esigiamo l’approvazione senza altri compromessi e passi indietro. La nostra presa di parola vale molto di più di chi scende in piazza a difesa del proprio diritto alla violenza che viene spacciata per libertà d’opinione. La nostra presa di parola vale molto di più, perché è di noi che si sta parlando.

Saranno rispettate le norme anti-covid per la cura di tuttə, pur con una piazza performativa e irriverente.

#ddlzanemoltopiu

Dalla parte dei diritti – Pisa

Sabato 17 ottobre alle 16:30, scenderemo in Piazza XX Settembre a Pisa per chiedere con forza una adeguata legge contro l’omobilesbotransfobia e la misoginia.

In questi giorni il Parlamento è impegnato nella discussione della proposta di legge contro violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, iter che riprenderà in aula il 20 ottobre.

Crediamo che in Italia sia più che mai indispensabile una legge che tuteli le persone LGBTQI+ dall’odio fisico, psicologico e verbale attraverso provvedimenti di contrasto penale e azioni positive di finanziamento a progetti di accoglienza e di educazione alle differenze.

ISTRUZIONI PER PARTECIPARE
L’emergenza sanitaria in corso richiede responsabilità e cura reciproca. Per questo motivo chiediamo a tutt* di adottare questi comportamenti responsabili e di contribuire al sicuro svolgimento dell’iniziativa:
⚠️ Il presidio si terrà in forma stanziale e alle persone non conviventi sarà chiesto di rispettare il distanziamento fisico (non sociale!) di almeno 1 metro
⚠️ Indossare sempre la mascherina e se per qualche ragione c’è bisogno di levarla, allontanarsi dalle altre persone
⚠️ Evitare di partecipare in caso di sintomi influenzali o febbre (ci saranno molti altri presidi per stare insieme)

ASSOCIAZIONI E GRUPPI CHE ADERISCONO:

• Pinkriot Arcigay Pisa
• Famiglie Arcobaleno
• AGEDO Toscana
• Toscana Pride
• Comitato provinciale Arci Pisa
• AIED Pisa
• Rete degli Studenti Medi – Pisa
• Pisa Possibile – Comitato “Gli Spettinati”
• Unione degli Universitari – DAS Pisa
• Nuovo Maschile – Uomini liberi dalla violenza
• Casa della Donna di Pisa
• Il Grande Colibrì
• Greenpeace Gruppo Locale Pisa
• Una città in Comune
• Circolo Utopia


Per aderire scrivere una mail a pisa@arcigay.it

#dallapartedeidiritti
#orabasta
#nonunpassoindietro

Black Lives Matter

I razzismi sono un problema complesso che richiede risposte complesse, riflessioni costanti e cambiamenti radicali. Come Pinkriot ci stiamo interrogando su come portare avanti questa lotta – che è anche nostra – e in queste giornate di mobilitazione siamo in ascolto.

 

 

1) VOTA

  • La rappresentanza è anche questione di rappresentazione.
  • Il voto orienta le scelte politiche di un paese, assicurati che anche le voci meno rappresentate trovino spazio.

 

2) SII ANTIRAZZISTA

  • “In una società razzista non basta non essere razzisti, bisogna essere antirazzisti e antisessisti” [Angela Davis]
  • Offri il tuo supporto alle persone nere e razzializzate nella tua vita: amic*, parenti, partners, collegh*. Non restare indifferente di fronte alle discriminazioni.

 

3) EDUCATI

  • Imparare a riconoscere il razzismo è un tuo compito. Non aspettarti che siano le soggettività discriminate ad educarti, loro stanno già lottando. 
  • Tramite libri, film, musica, documentari e articoli puoi entrare in contatto con la voce di chi è direttamente oppressa dal razzismo. Mettiti in ascolto.

 

4) CONDIVIDI

  • Informare ed informarsi è indispensabile. Ascolta la voce di chi è coinvolta in prima persona e fai da cassa di risonanza.
  • Condividi link e articoli, reposta risorse utili per educare te e le persone intorno a te e per informarle di quello che sta succedendo.

 

5) RICONOSCI IL PRIVILEGIO

  • Lo spazio in cui ti muovi, le parole che usi, gli sguardi che (non) ricevi, gli ostacoli che non incontri sono basati su un modello bianco.
  •  Non metterti al centro della narrazione. Riconosci e condanna il privilegio. 

7) NON DIMENTICARE

  • L’oppressione razziale è un problema strutturale, non è né un trend né un hashtag.
  •   Sii un alleat* e sostieni il movimento anche quando le mobilitazioni di questi giorni perderanno spazio all’interno dell’informazione mainstream. È una lotta lunga e dobbiamo rimanere vigili.

8) DONA

  • Lottare costa. Non solo energie ma anche denaro.
 
 
 

Alcuni spunti per approfondire

TDOR 2019 – Pisa

Pinkriot Arcigay Pisa invita la cittadinanza a partecipare al Transgender Day of Remembrance Mercoledì 20 Novembre 2019 ore 18:00 in Largo Ciro Menotti.

Il TDOR è la ricorrenza annuale dedicata al ricordo e alla memoria delle vittime di odio e violenza transfobica. Chi oggi osa eccedere le gabbie del genere per migrare verso spazi e corpi più confortevoli è ancora pesantemente sanzionat* da una società patriarcale che stigmatizza, discrimina e uccide. Il 20 novembre è per noi il momento in cui ricordare i pezzi della nostra comunità che non ci sono più e, con forza, ricordarci per cosa e per chi continueremo a combattere.

L’associazione metterà a disposizione delle candele ma invitiamo ognun* a portarne.

L’appuntamento ci prepara inoltre alle manifestazioni nazionali a Roma della Trans Freedom March (22novembre) e della Giornata Mondiale contro la Violenza Maschile sulle Donne e la Violenza di Genere (23 novembre) che declinano i nostri percorsi di lotta quotidiana e a cui, come Pinkriot Arcigay Pisa, parteciperemo.

Prosegue la violenza istituzionale del Comune di Pisa verso la comunità LGBTI

Prosegue la violenza istituzionale del Comune di Pisa verso la comunità LGBTI

Abbiamo appreso con sconcerto che nei giorni scorsi la Giunta del Comune di Pisa ha deliberato di non dare attuazione a “Ready For Visibility”, una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali) rivolta alla cittadinanza. Il progetto era stato già approvato dal Comune nello scorso mese di Maggio, e finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dell’accordo denominato “Rete RE.A.DY”, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi della nuova amministrazione verso la comunità LGBTI della Città. Ricordiamo lo sgradevole commento del Consigliere Manuel Laurora rivolto a due uomini che si baciavano in pubblico, etichettando la scena come uno “show”, reiterando lo stereotipo che dipinge le persone LGBTI come esibizioniste e promiscue. Più recentemente, lo stesso Sindaco Michele Conti, in merito all’aggressione di due ragazzi gay ad opera di un gruppo di adolescenti, ha volutamente omesso la matrice omofoba dell’episodio di violenza, negandone di fatto la specificità e ignorando la situazione di emergenza che vede attualmente le persone LGBTI vittime di discriminazioni.

Con questa azione il Comune di Pisa si conferma un’amministrazione ostile alla popolazione LGBTI della Città, mostrando di non avere a cuore il loro benessere e i loro diritti e, in quanto Istituzione che reitera un messaggio omo-bi-lesbo-transfobico, si fa, di fatto, promotore di violenza.

Invitiamo tutte e tutti in Piazza XX Settembre, sotto Palazzo Gambacorti, martedì 13 Novembre alle 16, per un presidio in cui protesteremo contro l’omo-bi-lesbo-trasfobia della nuova Amministrazione, rivendicando l’importanza di sensibilizzare la cittadinanza a una cultura del rispetto di tutte le differenze, per creare una Città che accolga chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere.

Pinkriot Arcigay Pisa

Sottoscrizioni:

  • Agedo Nazionale
  • Agedo Livorno – Toscana
  • AIED PISA
  • Alessandra Nardini, Consigliera Regionale Toscana (PD)
  • Arci Pisa
  • Arcigay Livorno
  • Arcigay Siena Movimento Pansessuale
  • Azione Gay e Lesbica
  • Casa della Donna
  • CGIL Pisa
  • Collettivo Asessuale Carrodibuoi
  • Famiglie Arcobaleno
  • Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI*
  • Grandi Rare Pari Opportunità
  • La Collettiva
  • LuccAut
  • Maria Luisa Chiofalo
  • Nuovo Maschile. Uomini liberi dalla violenza
  • Officina-Unione degli Studenti
  • Partito Democratico Provinciale Pisano
  • Rete degli Studenti Medi Pisa
  • Sinistra Italiana della Toscana
  • Sinistra Italiana – Provincia di Pisa
  • Sinistra Per…
  • Unione degli Universitari Pisa

Per sottoscrivere: pisa@arcigay.it