Nessuna giustificazione per la violenza e l’indifferenza

 

Qualche giorno fa la città di Pisa è stata lo scenario di un grave episodio di violenza nei confronti di una donna trans, documentato con un video che ha rapidamente fatto il giro del web. Il video ritraeva la donna in questione mentre era a terra, percossa ripetutamente da un uomo che accompagnava alla violenza fisica parole d’odio contro le persone trans* e omosessuali in generale. 

La discussione che si è scatenata intorno a questo episodio si è molto concentrata sulle motivazioni che hanno spinto l’uomo ad agire violenza, spesso ricadendo in dinamiche di vittimizzazione secondaria nei confronti della donna.

È nostro dovere come associazione che promuove la tutela dei diritti umani ricordare che gli accertamenti delle dinamiche dei fatti e delle eventuali responsabilità delle parti, nonché la decisione in merito a eventuali conseguenze penali, devono essere svolti dalle autorità competenti. La comunità tutta, invece, è competente rispetto alla tutela della dignità umana, un valore fondamentale che è vergognosamente venuto a mancare la sera dell’episodio in questione, dal momento in cui il gruppo di astanti è rimasto ad osservare immobile la scena di violenza senza intervenire in alcun modo; una tutela che anche all’interno della discussione pubblica su questo doloroso episodio viene a mancare ogni volta che, nel tentativo di giustificare il gesto, si costruisce la figura di una donna che tuttosommato ha fatto qualcosa per meritarsi ciò che le è successo. Non ci sono giustificazioni di nessun tipo per una violenza fisica e verbale come quella a cui abbiamo dovuto assistere. Nessuna. 

Mai come in questa occasione si sente il bisogno di un centro di accoglienza dedicato alle persone trans* che si trovano a vivere  situazioni di marginalità sociale ed economica, un organo che possa dar loro quell’’assistenza necessaria a garantirne la tutela dei diritti e la dignità come esseri umani. Casa Marcella vuole fare proprio questo: dare un tetto e una speranza alle persone trans* e non binarie che ne hanno bisogno. Possiamo donare per l’apertura di Casa Marcella nelle modalità descritte al seguente link: https://www.produzionidalbasso.com/project/apriamo-casa-marcella/

Raccolta fondi Casa Marcella

 

 “Se ci troviamo ai margini, costrette in un angolo,
non è colpa nostra. 
È colpa della società civile 
che ci nega uno spazio di vita” – Marcella Di Folco

      

Continua la campagna di crowdfunding per Casa Marcella

Ancora due mesi per partecipare alla raccolta fondi e aprire la prima casa rifugio per persone trans* e non binarie 

 

18/08/01 TORRE DEL LAGO  – “Abbiamo deciso di posticipare la chiusura della campagna di crowdfunding su Produzioni dal basso: ancora due mesi quindi, per donare e far donare”. Annunciano così Regina Satariano, responsabile del Consultorio Transgenere di Torre del Lago e Mia Tarulli, portavoce del progetto Apriamo Casa Marcella. 

La prima casa rifugio per persone trans* e non binarie in Italia, è il progetto delle associazioni Consultorio Transgenere (Viareggio – LU) e Nelumbo (PI), dedicato alla memoria di Marcella Di Folco, attivista e politica trans, storica presidente del MIT (Movimento Identità Trans), scomparsa nel 2010. Un luogo di accoglienza temporanea per persone trans* e non-binarie, che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita e per questo sono vittime di discriminazioni e violenze. 

L’appartamento si trova in Toscana ed è stato assegnato dalla Regione Toscana ed è stata assegnata al Consultorio Transgenere, con la partnership dell’Associazione Nelumbo, ma necessita di importanti lavori di ristrutturazione. Per finanziarli è stato avviato il crowdfunding: “In due mesi di attività sono stati raccolti oltre 12.000 euro, un risultato positivo ma purtroppo non sufficiente – aggiungono -. L’urgenza del progetto però non è venuta meno e per questo dobbiamo andare avanti. Si è creata inoltre attorno al progetto una comunità coinvolta e partecipe, costituita anche da persone giovani e giovanissime, che avrebbero bisogno già ora di spazi sicuri per abitare e vivere”. “Fino al 19 ottobre sarà possibile quindi continuare a donare dalla piattaforma. Prevediamo anche una serie di eventi in presenza, per raccogliere fondi che confluiranno nella campagna su Produzioni dal basso”. 

Cogliamo poi l’occasione per annunciare la collaborazione con Pinkriot Arcigay Pisa, una delle realtà associative più attive e riconosciute sul territorio per il mondo LGBTQIA+, da subito vicina al progetto di Casa Marcella. “Da anni c’è un rapporto di vicinanza e amicizia che ci lega”, spiega Regina Satariano, “sappiamo di poter condividere valori, obiettivi, esperienze. Questa nuova collaborazione su un progetto così importante è per noi una spinta a proseguire con ancora più impegno”. 

“Casa Marcella è un progetto tanto ambizioso quanto necessario” dichiara Junio Aglioti Colombini referente politiche trans* di Pinkriot Arcigay Pisa “le soluzioni abitative sono il primo passo per i percorsi di autonomia delle persone Trans* e non-binarie e purtroppo da anni siamo costrette a misurarci con gli strumenti limitati di un sistema che per noi non prevede progetti specifici di accoglienza. Casa Marcella è un primo, indispensabile, passo verso la piena cittadinanza di questa parte dell nostra comunità.”

 

Due mesi di campagna: una rete in espansione

In questi primi due mesi di campagna sono molte le realtà imprenditoriali e associative, singole professionist° che hanno deciso di devolvere parte o tutto il ricavato di alcuni loro prodotti e servizi, a Casa Marcella. Ricordiamo la casa editrice Edizioni Minoritarie, che ha recentemente pubblicato gli scritti e gli interventi di Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson nel libro S.T.A.R. (Azione Travestite di Strada Rivoluzionarie). Il brand eclettico T-Squirt, che di mestiere si occupa di abbigliamento, accessori, culture e piaceri, ha creato la t-shirt e la borsa “Proud to be fabolous”. Ecco quindi Dreamer whale boxes, che realizza scatole a sorpresa per persone sognatrici amanti di libri e ha dedicato a Casa Marcella le “LoveSelf” box, ovvero le scatola di giugno. Ci sono poi le illustrazioni e i servizi professionali di Strasaffic_a e il webinar di Ashtanga Yoga a cura di Divine Van De Kamp. Infine, la designer Roberta Vita, ha disegnato per Casa Marcella una t-shirt e una borsa, in edizione limitata, con un originale e personale ritratto di Marcella Di Folco. 



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Instagram: https://www.instagram.com/casa_rifugio_marcella/
Facebook: https://www.facebook.com/CasarifugioMarcellaDiFolco

contatti: Responsabile Consultorio Transgenere – Regina Satariano 337253346
portavoce e fundraiser: Ass. Nelumbo – Mia Tarulli 3247444083
ufficio stampa: Cinzia Colosimo 3474118980
Pinkriot Arcigay Pisa: Junio Aglioti Colombini

L’ennesimo attacco del comune di pisa alla comunità LGBT+, una mozione contro il DDL ZAN

Abbiamo appreso con sconcerto dell’approvazione da parte del Comune di Pisa, con voto favorevole unanime da parte della maggioranza, di una mozione che esprime contrarietà rispetto alla legge contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, il sessismo e l’abilismo (“DDL Zan”) che è stata recentemente approvata dalla Camera dei Deputati e delle Deputate e che presto passerà in esame al Senato della Repubblica.

Fin dal titolo (“contro ogni tipo di discriminazione e per la libera manifestazione del pensiero”), che già suona come il classico “ho tanti amici gay, ma…”, la mozione lascia presagire di essere un concentrato dei più comuni slogan diffusi dai detrattori della legge in questione. Si legge ad esempio che non vi è un “vuoto legislativo quanto alla tutela delle persone da eventuali discriminazioni per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”, e che tale dispositivo andrebbe a punire chi “non si riconosce nel pensiero unico sui temi del matrimonio gay, dell’utero in affitto, dell’indottrinamento gender nelle scuole, delle adozioni gay”, usando le parole d’ordine delle associazioni anti-LGBT e il medesimo linguaggio costruito per generare paura (“utero in affitto” e “indottrinamento gender”). Il tutto corredato da inappropriati esempi di procedimenti penali o amministrativi avviati in Stati diversi dal nostro.

Sarebbe bastato leggere il testo della legge per scoprire che l’articolo 3 riporta la dicitura “non costituiscono istigazione alla discriminazione la libera espressione delle idee o la manifestazione di convincimenti o di opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, nonché le condotte legittime riconducibili alla libertà delle scelte, purché non istighino all’odio o alla violenza, ossia non presentino un nesso con atti gravi, concreti ed attuali”, andando quindi a salvaguardare la libera manifestazione del pensiero tanto cara alla maggioranza del Consiglio Comunale, e a tutti e tutte noi.

La Legge Zan, invece, va ad assegnare un’aggravante di pena nel caso di violenza e discriminazioni per motivi di orientamento, identità di genere, genere o disabilità, un’aggravante che a nostro parere è necessaria poiché le categorie tutelate sono categorie fragili, vessate da secoli di esclusione sociale, cancellazione, violenze psicologiche e fisiche. Secondo la mozione presentata, istituire una tale aggravante, che esiste già per i reati basati sull’etnia e sul credo religioso, costituirebbe una “discriminazione a danno di anziani, obesi, disoccupati”. Respingiamo questo tipo di retorica che mette le comunità l’una contro l’altra, come comunità oppressa conosciamo il valore delle alleanze e sappiamo che i diritti non sono limitati quindi saremo in prima linea qualora nuove proposte legislative vogliano allargare le tutele anche ad altre categorie.

Ciò che è più importante è che tale legge andrebbe a stanziare dei fondi per progetti di prevenzione delle discriminazioni, istituendo anche la “giornata nazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia”, dotando il Paese di un dispositivo per educare alle differenze di genere, orientamento, identità di genere e costruire una società più accogliente e inclusiva. Probabilmente è questo il vero timore di chi non vuole che una tale legge venga approvata: che il pensiero unico del “matrimonio basato sul binomio uomo-donna”, della presunta necessità dei bambini e delle bambine di avere due genitori di due generi diversi, e della scontata corrispondenza tra sesso biologico e identità di genere venga sradicato in favore della pluralità delle idee, dei diritti e delle identità. Lo ribadiamo per l’ennesima volta: concedere tutela e diritti a una parte della società non indebolisce in alcun modo i diritti di tutti e tutte le altre, ma aiuta solo a creare una società più accogliente. La mancanza di educazione e diritti ha conseguenze drastiche nelle nostre vite e l’appena trascorso TDoR (Trans Day of Remembrance) ne è la più concreta e drammatica testimonianza, come riportato dai dati dell’annuale report stilato dal TGEU, che fanno dell’Italia il Paese europeo con maggior numero di vittime trans e di genere non conforme.

Come abbiamo ribadito in piazza il 17 ottobre scorso, siamo a favore dell’approvazione della legge Zan, per quanto sia una legge già risultato di un compromesso, e premiamo affinché il passaggio in Senato avvenga senza ulteriori emendamenti.

Lettera al Procuratore e al Prefetto di Pisa

Anche noi abbiamo firmato la lettera destinata al Procuratore della Repubblica di Pisa Alessandro Crini e al Prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo per chiedere che, in questo periodo di emergenza e di isolamento forzato in casa, venga adottato un provvedimento che offra protezione e sostegno concreto alle donne che subiscono maltrattamenti e violenza domestica.

Sospensione attività aggregative

In seguito alle più recenti disposizioni del governo in merito alla prevenzione della diffusione del virus COVID-19, abbiamo deciso di sospendere tutte le nostre attività che prevedono un momento aggregativo, incluse il Gruppo Giovani, il Gruppo Adulti e le riunioni dei volontari e delle volontarie, fino al 15 marzo p.v., salvo diverse future comunicazioni. Restano attivi gli sportelli psicologico e legale.

Cert* della vostra comprensione, vi ricordiamo le buone prassi indicate della regione Toscana da adottare per prevenire la diffusione del virus.

Identità di genere: approvato il nuovo regolamento per l’attivazione delle carriere alias

Procedure semplificate ed estensione del dispositivo a tutta la popolazione universitaria, non solo studenti, ma anche docenti e personale

 

 

Sarà sufficiente la sottoscrizione di un semplice accordo di riservatezza con l’Università di Pisa per attivare la carriera alias, il dispositivo che tutela le persone che hanno la necessità di utilizzare, all’interno dell’Ateneo, un nome diverso rispetto a quello anagrafico. È stato infatti approvato dal Senato accedemico un nuovo regolamento semplificato che tutela l’identità di genere di tutta la popolazione universitaria: tra le novità, c’è la possibilità di attivare questa procedura non solo per gli studenti, ma anche per docenti, personale, dirigenti, componenti esterni ed esterne degli organi collegiali e tutte e tutti coloro che a vario titolo operano, anche occasionalmente e temporaneamente, nelle strutture dell’Ateneo. E per farlo non ci sarà più bisogno di presentare alcuna certificazione medica.

A chi farà richiesta sarà assegnata un’identità provvisoria al fine del rilascio di nuovi documenti di riconoscimento, come il libretto universitario o il badge, di un nuovo account di posta elettronica o di targhette identificative. Inoltre, per garantire il pieno accesso al dispositivo della carriera alias, l’Università di Pisa, attraverso il Comitato unico di garanzia (CUG), si impegna a fornire adeguata formazione in merito ai temi che riguardano l’identità di genere a tutto il personale coinvolto nelle procedure relative alla carriera alias e al personale in contatto diretto con i richiedenti.

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“La decisione assunta all’unanimità dal Senato accademico – sottolinea il neodelegato alle politiche di genere Arturo Marzano – rappresenta un grande passo avanti in termini di inclusione di studenti fino ad oggi non pienamente tutelati. La carriera alias conferma l’impegno del rettore Paolo Mancarella e di tutto l’Ateneo a realizzare politiche capaci di garantire concretamente pari opportunità. Grande soddisfazione giunge poi dal metodo con cui siamo arrivati qui: il regolamento approvato dal Senato è il frutto di un lavoro di squadra, che ha visto impegnate in prima linea la prorettrice agli affari giuridici Michela Passalacqua e la presidente del CUG Elettra Stradella, ma a cui hanno contribuito fattivamente docenti, personale tecnico amministrativo e studenti”.

Una pluralità di contributi messa in evidenza anche dalla presidente del Comitato Unico di Garanzia, Elettra Stradella, che ricorda: “Questo regolamento è il frutto di un lavoro che è partito nel gennaio 2019, quando a Pisa abbiamo ospitato il convegno della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle Università italiane, organizzandolo come CUG, sul tema delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Al termine del convegno abbiamo approvato una mozione, trasmessa alla CRUI, nella quale prima di tutto proponevamo, agli Atenei virtuosi come il nostro, che già da tempo aveva adottato la carriera alias, di semplificare le procedure sostituendo a istanze e certificazioni, che rappresentano dolorosi aggravi procedurali, la sottoscrizione di un semplice accordo di riservatezza tra studente richiedente l’identità alias e Ateneo. L’obiettivo a Pisa è stato raggiunto”.

“Il regolamento approvato è frutto di un lungo e attento lavoro fatto negli organi d’ateneo e, in particolare, all’interno del CUG – dichiara Junio Aglioti Colombini, presidente di Glauco, associazione LGBTQI+ dell’Università di Pisa – siamo felici che il dispositivo alias sia stato interpretato come un’azione culturale e politica e non burocratica, come testimoniano gli eventi di approfondimento proposti dal CUG e l’inserimento della formazione al personale coinvolto nell’attivazione degli alias, oltre all’affermazione di un percorso autodeterminato e svincolato dalla visione patologizzante dell’esperienza trans*”.

“È un regolamento collocato nel contesto sociale che garantisce la piena autodeterminazione dei soggetti in transizione considerandoli nella loro totalità, quindi anche come lavoratori e lavoratrici – sottolinea Daniele Serra, presidente di Pinkriot Arcigay Pisa – Speriamo che l’esempio virtuoso dell’Ateneo possa incoraggiare altre istituzioni pubbliche ad adottare strumenti di tutela nei confronti delle soggettività transgender che ancora oggi scontano in prima persona gli effetti di una normativa anacronistica che subordina il cambio di documenti a percorsi medici o a lunghe battaglie di tribunale. È una rivoluzione culturale quella di cui abbiamo bisogno, ma l’adozione di questi dispositivi, specie se accompagnati da percorsi formativi, ne facilità il lavoro”.

 

Prosegue la violenza istituzionale del Comune di Pisa verso la comunità LGBTI

Prosegue la violenza istituzionale del Comune di Pisa verso la comunità LGBTI

Abbiamo appreso con sconcerto che nei giorni scorsi la Giunta del Comune di Pisa ha deliberato di non dare attuazione a “Ready For Visibility”, una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali) rivolta alla cittadinanza. Il progetto era stato già approvato dal Comune nello scorso mese di Maggio, e finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dell’accordo denominato “Rete RE.A.DY”, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi della nuova amministrazione verso la comunità LGBTI della Città. Ricordiamo lo sgradevole commento del Consigliere Manuel Laurora rivolto a due uomini che si baciavano in pubblico, etichettando la scena come uno “show”, reiterando lo stereotipo che dipinge le persone LGBTI come esibizioniste e promiscue. Più recentemente, lo stesso Sindaco Michele Conti, in merito all’aggressione di due ragazzi gay ad opera di un gruppo di adolescenti, ha volutamente omesso la matrice omofoba dell’episodio di violenza, negandone di fatto la specificità e ignorando la situazione di emergenza che vede attualmente le persone LGBTI vittime di discriminazioni.

Con questa azione il Comune di Pisa si conferma un’amministrazione ostile alla popolazione LGBTI della Città, mostrando di non avere a cuore il loro benessere e i loro diritti e, in quanto Istituzione che reitera un messaggio omo-bi-lesbo-transfobico, si fa, di fatto, promotore di violenza.

Invitiamo tutte e tutti in Piazza XX Settembre, sotto Palazzo Gambacorti, martedì 13 Novembre alle 16, per un presidio in cui protesteremo contro l’omo-bi-lesbo-trasfobia della nuova Amministrazione, rivendicando l’importanza di sensibilizzare la cittadinanza a una cultura del rispetto di tutte le differenze, per creare una Città che accolga chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere.

Pinkriot Arcigay Pisa

Sottoscrizioni:

  • Agedo Nazionale
  • Agedo Livorno – Toscana
  • AIED PISA
  • Alessandra Nardini, Consigliera Regionale Toscana (PD)
  • Arci Pisa
  • Arcigay Livorno
  • Arcigay Siena Movimento Pansessuale
  • Azione Gay e Lesbica
  • Casa della Donna
  • CGIL Pisa
  • Collettivo Asessuale Carrodibuoi
  • Famiglie Arcobaleno
  • Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI*
  • Grandi Rare Pari Opportunità
  • La Collettiva
  • LuccAut
  • Maria Luisa Chiofalo
  • Nuovo Maschile. Uomini liberi dalla violenza
  • Officina-Unione degli Studenti
  • Partito Democratico Provinciale Pisano
  • Rete degli Studenti Medi Pisa
  • Sinistra Italiana della Toscana
  • Sinistra Italiana – Provincia di Pisa
  • Sinistra Per…
  • Unione degli Universitari Pisa

Per sottoscrivere: pisa@arcigay.it

[Comunicato] Risultati della campagna #ConsiglioArcobaleno

Si conclude oggi la campagna #ConsiglioArcobaleno ideata e promossa da Pinkriot Arcigay Pisa, che invitava i candidati sindaco e le candidate sindaca alle prossime amministrative di Pisa a compilare un questionario sulle politiche LGBTIQ e i candidati consigliere e le candidate consigliere ad impegnarsi su una lista di cinque punti programmatici in caso di elezione.

“Siamo decisamente soddisfatte della riuscita di questa iniziativa: ben 64 tra candidate e candidati al Consiglio hanno aderito ai cinque punti tematici proposti nella campagna, spesso scegliendo di integrare uno o più dei temi con osservazioni personali, e abbiamo ricevuto il questionario compilato da 5 candidati/e sindaco/a su 9. Senza voler entrare nel merito delle risposte -dichiara Junio Aglioti Colombini, vice-presidente di Pinkriot Arcigay Pisa – crediamo che sia il segnale che una parte della politica cittadina ritenga rilevanti le istanze e le specificità dei soggetti LGBTQI che popolano la città. Accogliamo, inoltre, con piacere la volontà di voler proseguire un’interlocuzione con la nostra associazione, che da anni si fa promotrice dei diritti delle persone LGBTQI sul territorio.”

Oltre all’adesione ai punti programmatici, ai candidati e alle candidate era richiesto di allegare una foto e una eventuale dichiarazione, che sono state pubblicate sulla pagina Facebook dell’associazione (https://www.facebook.com/arcigay.pisa).

“Fa riflettere tuttavia che la totalità delle adesioni venga da sole 6 liste su 16. Da un candidato sindaco abbiamo ricevuto una manifestazione di interesse, non seguita poi dal questionario, mentre gli/le altri/e non hanno nemmeno risposto. Se non altro, dobbiamo prendere atto che per una parte dei candidati e delle candidate il tema della discriminazione delle persone LGBTIQ o non è prioritario o non esiste, il che, a fronte dei numerosi casi di violenza omo-lesbo-bi-transfobica, è preoccupante. Ci auguriamo che questa campagna possa servire a chi si accinge ad andare all’urne, per fare una scelta rispettosa dei diritti di tutte e tutti.” – conclude Daniele Serra, presidente di Pinkriot Arcigay Pisa.

Le risposte ai questionari sono disponibili su: https://pinkriot.arcigaypisa.it/consiglio-arcobaleno/questionario

La campagna #CONSIGLIOARCOBALENO

 

#CONSIGLIOARCOBALENO

Per le elezioni amministrative del 10 Giugno 2018  Pinkriot Arcigay Pisa lancia una campagna social e un questionario per candidate e candidati sindaco

In occasione delle elezioni amministrative del 2018 per l’elezione del nuovo Consiglio Comunale e della nuova Sindaca o del nuovo Sindaco, l’associazione Pinkriot Arcigay Pisa lancia la campagna #ConsiglioArcobaleno, con l’obiettivo di monitorare e rendere pubbliche le diverse posizioni sui temi LGBTIQ all’interno delle liste candidate.  

“Crediamo che sia importante offrire questo servizio a tutta la comunità, non solo alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender/transessuali, intersessuali e queer ma a chiunque ritenga importante conoscere le azioni positive e le politiche anti-discriminazione che le candidate e i candidati intenderanno mettere in campo in merito ai temi che riguardano l’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere” dichiara Junio Aglioti Colombini, vicepresidente di Pinkriot Arcigay Pisa.

La campagna si compone di due parti: un questionario riservato alle candidate Sindaca e ai candidati Sindaco, e una campagna social rivolta alle candidate consigliere e i candidati consiglieri.

Il questionario, composto da dieci domande, affronta diverse tematiche tra cui l’educazione alle differenze, le politiche anti-discriminazione e la salute sessuale. Alle candidate e ai candidati viene chiesto esplicitamente di proporre azioni positive che, in caso di elezione, intendono mettere in campo per garantire la piena cittadinanza delle persone LGBTIQ. Ad esempio, una delle domande riguarda le trascrizioni anagrafiche dei figli e delle figlie di coppie dello stesso sesso, sulla scorta di quanto già avvenuto nei Comuni di Torino, di Bologna e, più di recente, di Prato.

Fin dalla sua fondazione nel 1996, la nostra associazione si è fatta portavoce presso le istituzioni delle istanze delle persone LGBTIQ. Da anni collaboriamo con il Comune di Pisa per costruire una società inclusiva, che valorizzi tutte le differenze. Con questo questionario vogliamo ribadire che intendiamo continuare tale dialogo anche con la prossima amministrazione.” – conclude Daniele Serra, presidente di Pinkriot Arcigay Pisa. 

Chi è in corsa per il Consiglio Comunale può decidere invece di aderire alla campagna social #ConsiglioArcobaleno, in cui dichiara di impegnarsi su una lista di cinque punti programmatici. La propria adesione può essere inviata a mezzo e-mail (amministrative@arcigaypisa.it) insieme a una foto e a una dichiarazione, e verrà diffusa sui canali social dell’associazione. 

I punti programmatici e tutti i dettagli per aderire alla campagna social si trovano sulla pagina:
 https://pinkriot.arcigaypisa.it/consiglio-arcobaleno  

Il questionario e le future risposte verranno rese disponibili alla pagina:
https://pinkriot.arcigaypisa.it/consiglio-arcobaleno/questionario

Doppio libretto nell’Università di Pisa, un gesto di civiltà

Il senato accademico ha finalmente approvato l’istituzione della carriera alias (“doppio libretto”) per studenti transgender, in attivazione già dal nuovo anno accademico 2017/2018.

Un provvedimento fortemente voluto dalle associazioni Sinistra Per… e Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI* che già nel 2013 avevano ottenuto dal Senato Accademico parere favorevole all’avviamento dei lavori, un lavoro ingiustificatamente bloccato per anni nella realizzazione burocratica che trova però, dopo sollecitazioni alla nuova amministrazione e un concreto lavoro nella commissione tecnica designata dall’ateneo, una ritardataria ma giusta conclusione.

La normativa italiana che regola la transizione di genere (legge n° 164 del 14 Aprile 1982) non prevede, ad oggi, l’aggiornamento dei documenti anagrafici in accordo con l’identità eletta, se non previa riattribuzione chirurgica del sesso biologico o comunque in tempi estremamente lunghi. Un’impostazione normativa ormai vecchia che non solo comporta forti disagi e una continua lesione della privacy dei soggetti in transizione, costantemente obbligati ad esibire documenti d’identità non conformi al genere di elezione, ma che di fatto non riconosce il diritto all’autodeterminazione sul proprio corpo dei singoli e delle singole.

A questa lesiva regolamentazione cerca di sopperire la carriera alias – già adottata da molti atenei italiani – che permette agli/alle studenti transgender di utilizzare all’interno dell’università una documentazione rispettosa dell’identità eletta, garantendo una piena tutela della privacy nella carriera accademica (lezioni, esami, ecc) e nella fruizione dei servizi (mensa, biblioteche, ecc).

Come associazioni studentesche crediamo che l’università debba essere uno spazio pubblico di elaborazione e produzione culturale, il cui accesso deve essere garantito a tutte e tutti nel pieno rispetto e riconoscimento delle identità personali.

Abbiamo la convinzione che l’educazione assuma un ruolo cardine nella formazione personale e sociale e come tale riteniamo che l’ateneo debba farsi promotore di istanze e pratiche che, non solo contribuiscano a garantire il benessere psicofisico e il sereno sviluppo della carriera universitaria, ma che rappresentino anche importanti e innovativi elementi di promozione per una piena inclusione sociale di tutte e tutti. L’istituzione della carriera alias rappresenta quindi un dovuto gesto di civiltà e un forte segnale ad una normativa non più al passo con i tempi.

Il nostro lavoro continua e si sposta nella sede del Diritto allo Studio Universitario della Toscana, altra istituzione centrale nella vita universitaria degli/delle studenti, a cui chiediamo lo stesso passo in avanti.

Sinistra Per…

Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI*

 

Pisa, affitto negato a coppia gay: le agenzie immobiliari si facciano portatrici di un messaggio di inclusione

Apprendiamo con sconcerto la vicenda che nei giorni scorsi ha visto protagonista una coppia di giovani uomini che, rivolgendosi a un’agenzia immobiliare della provincia di Pisa, si sono sentiti rifiutare la possibilità di visionare un appartamento perché “i proprietari vogliono solo famiglie tradizionali”.

Questo episodio discriminatorio di stampo omofobico non è tollerabile in una società moderna che dovrebbe essere inclusiva e rispettosa di ogni differenza.

Ingiustificabile la medievale posizione dei proprietari che evidenzia purtroppo i pregiudizi che una fetta della popolazione ha ancora oggi verso le persone LGBTI e che nasconde sotto una declamata libertà di scelta dei locatori e delle locatrici un atteggiamento profondamente omofobo e discriminatorio.

Allo stesso modo critichiamo duramente anche l’agenzia immobiliare perché, non opponendosi alla decisione dei proprietari, si è fatta vettore di un messaggio discriminatorio, perpetuando così la violenza omo/bi/transfobica che — ci teniamo a ricordare — non si esplica solo in forme di violenza fisica, ma anche e soprattutto attraverso episodi come quello che condanniamo oggi.

Invitiamo pertanto tutte le agenzie immobiliari di Pisa e provincia ad accettare esclusivamente immobili destinati a tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, e a farsi quindi portatrici di un messaggio di inclusione, progresso e civiltà.