Raccolta fondi Casa Marcella

 

 “Se ci troviamo ai margini, costrette in un angolo,
non è colpa nostra. 
È colpa della società civile 
che ci nega uno spazio di vita” – Marcella Di Folco

      

Continua la campagna di crowdfunding per Casa Marcella

Ancora due mesi per partecipare alla raccolta fondi e aprire la prima casa rifugio per persone trans* e non binarie 

 

18/08/01 TORRE DEL LAGO  – “Abbiamo deciso di posticipare la chiusura della campagna di crowdfunding su Produzioni dal basso: ancora due mesi quindi, per donare e far donare”. Annunciano così Regina Satariano, responsabile del Consultorio Transgenere di Torre del Lago e Mia Tarulli, portavoce del progetto Apriamo Casa Marcella. 

La prima casa rifugio per persone trans* e non binarie in Italia, è il progetto delle associazioni Consultorio Transgenere (Viareggio – LU) e Nelumbo (PI), dedicato alla memoria di Marcella Di Folco, attivista e politica trans, storica presidente del MIT (Movimento Identità Trans), scomparsa nel 2010. Un luogo di accoglienza temporanea per persone trans* e non-binarie, che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita e per questo sono vittime di discriminazioni e violenze. 

L’appartamento si trova in Toscana ed è stato assegnato dalla Regione Toscana ed è stata assegnata al Consultorio Transgenere, con la partnership dell’Associazione Nelumbo, ma necessita di importanti lavori di ristrutturazione. Per finanziarli è stato avviato il crowdfunding: “In due mesi di attività sono stati raccolti oltre 12.000 euro, un risultato positivo ma purtroppo non sufficiente – aggiungono -. L’urgenza del progetto però non è venuta meno e per questo dobbiamo andare avanti. Si è creata inoltre attorno al progetto una comunità coinvolta e partecipe, costituita anche da persone giovani e giovanissime, che avrebbero bisogno già ora di spazi sicuri per abitare e vivere”. “Fino al 19 ottobre sarà possibile quindi continuare a donare dalla piattaforma. Prevediamo anche una serie di eventi in presenza, per raccogliere fondi che confluiranno nella campagna su Produzioni dal basso”. 

Cogliamo poi l’occasione per annunciare la collaborazione con Pinkriot Arcigay Pisa, una delle realtà associative più attive e riconosciute sul territorio per il mondo LGBTQIA+, da subito vicina al progetto di Casa Marcella. “Da anni c’è un rapporto di vicinanza e amicizia che ci lega”, spiega Regina Satariano, “sappiamo di poter condividere valori, obiettivi, esperienze. Questa nuova collaborazione su un progetto così importante è per noi una spinta a proseguire con ancora più impegno”. 

“Casa Marcella è un progetto tanto ambizioso quanto necessario” dichiara Junio Aglioti Colombini referente politiche trans* di Pinkriot Arcigay Pisa “le soluzioni abitative sono il primo passo per i percorsi di autonomia delle persone Trans* e non-binarie e purtroppo da anni siamo costrette a misurarci con gli strumenti limitati di un sistema che per noi non prevede progetti specifici di accoglienza. Casa Marcella è un primo, indispensabile, passo verso la piena cittadinanza di questa parte dell nostra comunità.”

 

Due mesi di campagna: una rete in espansione

In questi primi due mesi di campagna sono molte le realtà imprenditoriali e associative, singole professionist° che hanno deciso di devolvere parte o tutto il ricavato di alcuni loro prodotti e servizi, a Casa Marcella. Ricordiamo la casa editrice Edizioni Minoritarie, che ha recentemente pubblicato gli scritti e gli interventi di Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson nel libro S.T.A.R. (Azione Travestite di Strada Rivoluzionarie). Il brand eclettico T-Squirt, che di mestiere si occupa di abbigliamento, accessori, culture e piaceri, ha creato la t-shirt e la borsa “Proud to be fabolous”. Ecco quindi Dreamer whale boxes, che realizza scatole a sorpresa per persone sognatrici amanti di libri e ha dedicato a Casa Marcella le “LoveSelf” box, ovvero le scatola di giugno. Ci sono poi le illustrazioni e i servizi professionali di Strasaffic_a e il webinar di Ashtanga Yoga a cura di Divine Van De Kamp. Infine, la designer Roberta Vita, ha disegnato per Casa Marcella una t-shirt e una borsa, in edizione limitata, con un originale e personale ritratto di Marcella Di Folco. 



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Instagram: https://www.instagram.com/casa_rifugio_marcella/
Facebook: https://www.facebook.com/CasarifugioMarcellaDiFolco

contatti: Responsabile Consultorio Transgenere – Regina Satariano 337253346
portavoce e fundraiser: Ass. Nelumbo – Mia Tarulli 3247444083
ufficio stampa: Cinzia Colosimo 3474118980
Pinkriot Arcigay Pisa: Junio Aglioti Colombini

Pride Week 2021 – Pisa

 

 

 

 

Da mercoledì 23 giugno a sabato 26 giugno dalle 18 alle 21 presso il Circolo ARCI Alberone (via S.Agostino 199, Pisa).

 

Pinkriot Arcigay Pisa si prepara al Toscana Pride 2021, che quest’anno si svolgerà il 27 giugno in contemporaneamente in sei diverse piazze della Toscana in modalità statica, tra cui Pisa, con quattro giorni di eventi ospitati dal Circolo ARCI Alberone di Pisa e Casa dei Popoli Rinascita. 

 

Dal 23 al 26 giugno, dalle 18 alle 21, si succederanno presentazioni di libri, dibattiti e gruppi di discussione, i cui temi spazieranno dalla storia alla letteratura, fino ad arrivare alle recenti battaglie politiche contro l’omo-bi-lesbo-transfobia e per l’educazione alle differenze nelle scuole. Tutti i giorni i nostri volontari e le nostre volontarie saranno presenti con un banchetto informativo per chi vuole conoscere meglio la nostra associazione e i servizi che offre o per chi desidera tesserarsi e diventare nostr* soci*. Tutte le attività si svolgeranno all’aperto e nel rispetto delle norme sanitarie vigenti. 

 

Il calendario dettagliato degli eventi è il seguente:

 

🦄 23 giugno h 18: presentazione Gruppo Giovani e Gruppo Over

📕 24 giugno h 18.30-20: presentazione del libro “Canone Ambiguo” di Luca Starita (Effequ Edizioni) con Luca Starita e Andrea Geloni (in collaborazione con libreria Nina – Pietrasanta)

📘 25 giugno h 18:30-20: presentazione del libro “Queer” di Maya De Leo (Giulio Einaudi Editore) con Maya De Leo e Junio Aglioti Colombini

🖍 26 giugno h 18:00: tavola rotonda: Per una scuola delle differenze con Fiorenzo Gimelli (Agedo Nazionale), Carlotta Monti (RED – Educare alle Differenze Pisa) e Daniele Serra (Pinkriot Arcigay Pisa)

 

Il Circolo ARCI Alberone si trova a due passi dall’uscita “Pisa Aeroporto” della FI-PI-LI ed è provvisto di parcheggio. Si raggiunge dal centro città anche a piedi percorrendo Via dell’Aeroporto.

Nelle giornate di eventi sarà presente un banchetto della Libreria Tra le Righe in cui sarà possibile acquistare libri arcobaleno, e non solo!

Per maggiori informazioni sui singoli eventi della Pride Week, o per tutti quelli passati e futuri, consultare il nostro sito web(www.pinkriot.arcigaypisa.it), o i nostri canali social (Facebook, Instagram e Twitter) cercando Pinkriot Arcigay Pisa. 

Per la legge Zan e molto di più: non un passo indietro – PISA

MOBILITAZIONE NAZIONALE – 15 MAGGIO

PISA, PIAZZA VITTORIO EMANUELE, H 17.00

✊ Aderendo alla mobilitazione nazionale Pinkriot Arcigay Pisa, Agedo Toscana, Associazione Consultorio Transgenere, Famiglie Arcobaleno (Toscana) e Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford organizzano anche a Pisa una piazza in sostegno all’approvazione del #DDLZAN perché abbiamo bisogno di #ddlzanemoltopiu 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️

 

 

PER LA LEGGE ZAN E MOLTO DI PIÙ: NON UN PASSO INDIETRO.

Il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità (conosciuto come DDL Zan) è ancora ostaggio in Parlamento ed è contrastato dalle forze più reazionarie del Paese. Si continua a rimandarne la calendarizzazione in Senato, si inventano tecnicismi assurdi e si raccontano fake news sulla legge. Al centro di questi giochetti politici, come al solito, ci sono le nostre vite e le nostre esistenze, che non trovano però spazio e rappresentazione sui media, sui giornali, nelle discussioni sul DDL Zan.

Da mesi ci mobilitiamo in tutte le piazze d’Italia, rispettando tutte le misure anti-covid, per dire che è arrivato il momento di ascoltare la voce delle donne, della comunità LGBTQIA+, del mondo trans-femminista e delle persone con disabilità. Siamo stanchə di subire una narrazione violenta condotta da chi vuole avere la libertà di odiarci, di discriminarci, di picchiarci, di ucciderci e di invisibilizzare i nostri corpi e le nostre vite. Lo diciamo chiaramente: la violenza non è un’opinione.

Pretendiamo che questa legge venga immediatamente calendarizzata e approvata in Senato, senza ulteriori modifiche e senza altri passi indietro, come successo già anni fa con la legge sulle unioni civili (legge Cirinnà) e lo stralcio della stepchild adoption e come accaduto questa volta con l’inserimento di un articolo, il salva-idee, misura giuridica ridondante. Sappiamo quindi bene che questo disegno di legge è già un compromesso al ribasso tra partiti e arriva con un ritardo di trent’anni. Al suo interno si propongono aspetti penali e alcuni provvedimenti nell’ambito delle “azioni positive”. Crediamo sia necessaria l’approvazione così com’è del DDL Zan.

Crediamo anche che non sia sufficiente una sola legge per risolvere problemi radicati profondamente nella cultura e nella società del nostro Paese, dovendo intervenire quindi con più efficacia sugli altri fronti, spesso solo accennati all’interno del DDL, e per i quali serve un lavoro quotidiano e un totale ripensamento del presente, per creare finalmente una cultura del rispetto e della valorizzazione delle diversità.

Abbiamo un’altra idea di futuro e di società, non abbiamo bisogno di sopravvivere all’interno di un mondo ciseteropatriarcale, razzista, sessista e abilista.

Durante la pandemia, sono aumentate le richieste di aiuto da parte di persone LGBTQIA+ e donne a causa di soprusi e vessazioni tra le mura domestiche. Conosciamo infatti le radici culturali e sociali di queste violenze strutturali e sistemiche, che non si risolvono solo con una legge.

Non possiamo per questo rinunciare a porci numerosi altri obiettivi per generare quel cambiamento sociale necessario alle nostra comunità: pretendiamo infatti educazione sessuale, all’affettività, al consenso e alle differenze nelle scuole di ogni ordine e grado, che sia in grado di contrastare anche l’abilismo; vogliamo il pieno riconoscimento della responsabilità genitoriale per tuttə; vogliamo la piena parità e dignità anche per ogni identità di genere fuori dal binarismo uomo-donna e per ogni orientamento sessuale e/o affettivo. Vogliamo servizi pubblici capaci di rispondere alle esigenze della nostra comunità, dalla formazione del personale sanitario e medico a quella di giudicə e avvocatə fino al diritto alla salute e alla sanità pubblica realmente per tuttə; dalle politiche sul lavoro fino all’allargamento del welfare state in grado di garantire la nostra dignità e la nostra piena autodeterminazione.

Reclamiamo consultori e centri antiviolenza autonomi, autogestiti e transfemministi, per donne e persone LGBTQIA+: andranno per questo monitorati bandi e fondi già messi in campo dalla legge affinché questi siano adeguati alle nostre esigenze e diffusi su tutto il territorio nazionale. Con i nostri corpi, diremo che il sesso non è un destino e che le nostre vite contano, rivendicando la dignità di ogni identità di genere fuori dal binarismo: vogliamo per questo la fine della rettificazione genitale alla nascita per le persone intersex, la piena depatologizzazione dei percorsi di transizione; un ripensamento della legge 164/1982 e la piena applicazione della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza, nonché una legge che vieti a chi pretende di curarci di praticare le cosiddette “terapie di riconversione”. Esiste inoltre il problema della sierofobia che allontana le persone della nostra comunità dall’accesso ai servizi sanitari. La pandemia ha evidenziato la necessità di investire sulla medicina territoriale e sulla sussidiarietà: abbiamo già gli strumenti sanitari per sconfiggere l’HIV/AIDS ma questo non sarà possibile senza finanziare opportunamente i checkpoint community-based, investire su tracciamento, trattamento e conoscenza (la cosiddetta strategia 90/90/90) a livello nazionale ma soprattutto rendere gratuito l’accesso alla PrEP (come avviene anche in altri paesi europei).

Inoltre, per le persone migranti e rifugiate, ad oggi è sempre più difficile richiedere asilo per discriminazione verso minoranze sessuali e di genere. Il razzismo incide in maniera forte su questa mancanza di tutele, che noi invece riteniamo fondamentali: non possiamo e non vogliamo mettere da parte chi subisce omo-lesbo-bi-trans-intersex-afobia e attraversa i confini per salvarsi da quella stessa violenza che questa legge si propone di combattere.

Vogliamo anche una vera ed effettiva inclusione delle persone con disabilità all’interno della nostra società, che passi da una vera inclusione lavorativa, dalla creazione e il finanziamento di servizi assistenziali che garantiscano una vita indipendente. Vogliamo inoltre il riconoscimento, la tutela e la giusta retribuzione dei caregiver, che non sono né autisti né badanti di chi non è autosufficiente ma sovente parenti, genitori o congiuntə e che sopperiscono alle mancanze dello Stato. Pretendiamo servizi scolastici adeguati, niente più barriere nei luoghi di pubblica fruizione e nelle nostre città. Anche i mass-media devono lasciare spazio alle persone con disabilità, affinché diventino protagoniste del quotidiano e non più ospiti (spesso da compatire o da ammirare) e, con i loro corpi e le loro competenze, possano gettare luce e far chiarezza su un mondo ancora misconosciuto dal “grande pubblico”.

Siamo stanchə di vedere giochi al ribasso sulle nostre vite: il DDL Zan non è che un primo passo e ne esigiamo l’approvazione senza altri compromessi e passi indietro. La nostra presa di parola vale molto di più di chi scende in piazza a difesa del proprio diritto alla violenza che viene spacciata per libertà d’opinione. La nostra presa di parola vale molto di più, perché è di noi che si sta parlando.

Saranno rispettate le norme anti-covid per la cura di tuttə, pur con una piazza performativa e irriverente.

#ddlzanemoltopiu

Coming out day 2020

Per celebrare il Coming Out Day, che ricorre l’11 ottobre, vi aspettiamo domani sabato 10 ottobre 202p, dalle 18:00 alle 20:00, al banchetto in Piazza delle Vettovaglie con materiale informativo e l* nostr* volontari*!
Ci troverete davanti a “La Chupiteria Abusiva Jungle”e avrete la possibilità di tesserarvi.

Il Coming Out Day è la ricorrenza che celebra il “Coming Out of the Closet”, la dichiarazione ad altre persone del proprio orientamento sessuale e/o della propria identità di genere.

La presa di coscienza della propria identità e del proprio orientamento, la dichiarazione di questi aspetti della nostra vita ad altre persone e la visibilità delle persone LGBTQIA+ sono aspetti importanti per la salute e il benessere, non solo de* singol* ma della società tutta.

Black Lives Matter

I razzismi sono un problema complesso che richiede risposte complesse, riflessioni costanti e cambiamenti radicali. Come Pinkriot ci stiamo interrogando su come portare avanti questa lotta – che è anche nostra – e in queste giornate di mobilitazione siamo in ascolto.

 

 

1) VOTA

  • La rappresentanza è anche questione di rappresentazione.
  • Il voto orienta le scelte politiche di un paese, assicurati che anche le voci meno rappresentate trovino spazio.

 

2) SII ANTIRAZZISTA

  • “In una società razzista non basta non essere razzisti, bisogna essere antirazzisti e antisessisti” [Angela Davis]
  • Offri il tuo supporto alle persone nere e razzializzate nella tua vita: amic*, parenti, partners, collegh*. Non restare indifferente di fronte alle discriminazioni.

 

3) EDUCATI

  • Imparare a riconoscere il razzismo è un tuo compito. Non aspettarti che siano le soggettività discriminate ad educarti, loro stanno già lottando. 
  • Tramite libri, film, musica, documentari e articoli puoi entrare in contatto con la voce di chi è direttamente oppressa dal razzismo. Mettiti in ascolto.

 

4) CONDIVIDI

  • Informare ed informarsi è indispensabile. Ascolta la voce di chi è coinvolta in prima persona e fai da cassa di risonanza.
  • Condividi link e articoli, reposta risorse utili per educare te e le persone intorno a te e per informarle di quello che sta succedendo.

 

5) RICONOSCI IL PRIVILEGIO

  • Lo spazio in cui ti muovi, le parole che usi, gli sguardi che (non) ricevi, gli ostacoli che non incontri sono basati su un modello bianco.
  •  Non metterti al centro della narrazione. Riconosci e condanna il privilegio. 

7) NON DIMENTICARE

  • L’oppressione razziale è un problema strutturale, non è né un trend né un hashtag.
  •   Sii un alleat* e sostieni il movimento anche quando le mobilitazioni di questi giorni perderanno spazio all’interno dell’informazione mainstream. È una lotta lunga e dobbiamo rimanere vigili.

8) DONA

  • Lottare costa. Non solo energie ma anche denaro.
 
 
 

Alcuni spunti per approfondire

Singriot – Laboratorio corale di Pinkriot

Ti piace cantare? Ti piacerebbe far parte di un coro esuberante, rumoroso e super-inclusivo? Allora devi assolutamente partecipare a SINGRIOT, il primo laboratorio di canto corale di Pinkriot Arcigay Pisa.

Il laboratorio si terrà presso il Lumiere Pisa
il 29 febbraio
a partire dalle ore 15:30

Porta il tuo entusiasmo e la tua voglia di metterti in gioco. Per un intero pomeriggio ci eserciteremo alla ricerca del giusto affiatamento, lavorando alla preparazione del nostro live, e quella stessa sera faremo il nostro debutto sul palco del Lumiére durante la festa Out&Riot – BiseXstyle!

Il laboratorio è aperto a persone di qualunque età, genere e orientamento e NON richiede particolari competenze canore e/o musicali.

Il nostro direttore di coro sarà Daniele Melaccio, allievo del corso professionale di tecnica di canto moderno di Ilaria Bellucci presso la Scuola di Musica “G. Bonamici”, membro del Libero Coro Bonamici nonché direttore, arrangiatore e corista presso altri ensemble vocali, e fondatore del duo Acoustiqueer insieme a Federico Russo.

Identità di genere: approvato il nuovo regolamento per l’attivazione delle carriere alias

Procedure semplificate ed estensione del dispositivo a tutta la popolazione universitaria, non solo studenti, ma anche docenti e personale

 

 

Sarà sufficiente la sottoscrizione di un semplice accordo di riservatezza con l’Università di Pisa per attivare la carriera alias, il dispositivo che tutela le persone che hanno la necessità di utilizzare, all’interno dell’Ateneo, un nome diverso rispetto a quello anagrafico. È stato infatti approvato dal Senato accedemico un nuovo regolamento semplificato che tutela l’identità di genere di tutta la popolazione universitaria: tra le novità, c’è la possibilità di attivare questa procedura non solo per gli studenti, ma anche per docenti, personale, dirigenti, componenti esterni ed esterne degli organi collegiali e tutte e tutti coloro che a vario titolo operano, anche occasionalmente e temporaneamente, nelle strutture dell’Ateneo. E per farlo non ci sarà più bisogno di presentare alcuna certificazione medica.

A chi farà richiesta sarà assegnata un’identità provvisoria al fine del rilascio di nuovi documenti di riconoscimento, come il libretto universitario o il badge, di un nuovo account di posta elettronica o di targhette identificative. Inoltre, per garantire il pieno accesso al dispositivo della carriera alias, l’Università di Pisa, attraverso il Comitato unico di garanzia (CUG), si impegna a fornire adeguata formazione in merito ai temi che riguardano l’identità di genere a tutto il personale coinvolto nelle procedure relative alla carriera alias e al personale in contatto diretto con i richiedenti.

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“La decisione assunta all’unanimità dal Senato accademico – sottolinea il neodelegato alle politiche di genere Arturo Marzano – rappresenta un grande passo avanti in termini di inclusione di studenti fino ad oggi non pienamente tutelati. La carriera alias conferma l’impegno del rettore Paolo Mancarella e di tutto l’Ateneo a realizzare politiche capaci di garantire concretamente pari opportunità. Grande soddisfazione giunge poi dal metodo con cui siamo arrivati qui: il regolamento approvato dal Senato è il frutto di un lavoro di squadra, che ha visto impegnate in prima linea la prorettrice agli affari giuridici Michela Passalacqua e la presidente del CUG Elettra Stradella, ma a cui hanno contribuito fattivamente docenti, personale tecnico amministrativo e studenti”.

Una pluralità di contributi messa in evidenza anche dalla presidente del Comitato Unico di Garanzia, Elettra Stradella, che ricorda: “Questo regolamento è il frutto di un lavoro che è partito nel gennaio 2019, quando a Pisa abbiamo ospitato il convegno della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle Università italiane, organizzandolo come CUG, sul tema delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Al termine del convegno abbiamo approvato una mozione, trasmessa alla CRUI, nella quale prima di tutto proponevamo, agli Atenei virtuosi come il nostro, che già da tempo aveva adottato la carriera alias, di semplificare le procedure sostituendo a istanze e certificazioni, che rappresentano dolorosi aggravi procedurali, la sottoscrizione di un semplice accordo di riservatezza tra studente richiedente l’identità alias e Ateneo. L’obiettivo a Pisa è stato raggiunto”.

“Il regolamento approvato è frutto di un lungo e attento lavoro fatto negli organi d’ateneo e, in particolare, all’interno del CUG – dichiara Junio Aglioti Colombini, presidente di Glauco, associazione LGBTQI+ dell’Università di Pisa – siamo felici che il dispositivo alias sia stato interpretato come un’azione culturale e politica e non burocratica, come testimoniano gli eventi di approfondimento proposti dal CUG e l’inserimento della formazione al personale coinvolto nell’attivazione degli alias, oltre all’affermazione di un percorso autodeterminato e svincolato dalla visione patologizzante dell’esperienza trans*”.

“È un regolamento collocato nel contesto sociale che garantisce la piena autodeterminazione dei soggetti in transizione considerandoli nella loro totalità, quindi anche come lavoratori e lavoratrici – sottolinea Daniele Serra, presidente di Pinkriot Arcigay Pisa – Speriamo che l’esempio virtuoso dell’Ateneo possa incoraggiare altre istituzioni pubbliche ad adottare strumenti di tutela nei confronti delle soggettività transgender che ancora oggi scontano in prima persona gli effetti di una normativa anacronistica che subordina il cambio di documenti a percorsi medici o a lunghe battaglie di tribunale. È una rivoluzione culturale quella di cui abbiamo bisogno, ma l’adozione di questi dispositivi, specie se accompagnati da percorsi formativi, ne facilità il lavoro”.

 

Immaginario e movimento lesbico tra storia e rappresentazione

 

Un percorso per raccontare la storia del movimento lesbico in Italia, attraverso la storia, la memoria e la costruzione dell’immaginario delle lesbiche.
Le parole e le immagini di un’attivista lesbica femminista, attivista già dal secolo scorso, e di una giornalista e scrittrice cercando percorsi inediti, al confine tra reale e immaginario, ci raccontano la storia delle lesbiche in Italia, della lotta per la visibilità e della rappresentazione.


Ore 18:00 – 11 dicembre 2019
Aula multimediale – Palazzo Ricci
Pisa

SARANNO PRESENTI:

Carla Catena
Formazione umanistica con studi di letteratura, lingue e teatro, da anni si occupa di marketing e comunicazione per le aziende e le associazioni, progetti editoriali e contenuti nel web.
Attivista lesbica femminista da tanti anni, tra le fondatrici del gruppo universitario di studentesse lesbiche a Bologna nel 1990 “Le Signore della porta accanto”. Partecipa attivamente alla Prima settimana Lesbica bolognese del 1991.
Contribuisce ad organizzare da Bologna insieme a tante compagne bolognesi, in rete con altrettante compagne in Italia, il primo Pride nazionale a Roma del 1994. In particolare realizzano lo spezzone lesbico nazionale con lo striscione “Le lesbiche non tornano indietro”.
Dalla fine degli anni ’90 attivista anche nell’associazione ArciLesbica Bologna, essendo vice presidente del circolo bolognese nel 2015 e presidente dall’inizio del 2016 fino all‘ottobre del 2019. Contribuisce con determinazione, tra le altre cose, alla disaffiliazione del circolo bolognese da Arcilesbica Nazionale.
Tra le ideatrici e fondatrici del progetto, di Lesbiche Bologna, sulla violenza nelle relazioni lesbiche e della linea lesbica antiviolenza.
Tra le ideatrici e costruttrici di Lesbicx a Bologna e Torino. In prima linea attivista della rete nazionale Lesbicx.


Federica Fabbiani
Giornalista e scrittrice, Federica Fabbiani ama scrutare gli schermi per scovare percorsi inediti al confine tra reale e immaginario: attraverso la critica cinematografica lesbica ha analizzato il modo in cui lo sguardo orienta e condiziona la percezione di sé al tempo della ipervisibilità mediatica del lesbismo (Sguardi che contano, Iacobelli 2019); con la lente del femminismo ha indagato la serialità televisiva (Zapping di una femminista seriale, Ledizioni 2018). Collabora con la rivista femminista Leggendaria, per cui scrive di cinema e serie tv; un suo saggio su Sense8 compare nel volume collattaneo Il tempo breve (Iacobelli 2018). Si è appassionata, nel passato, di giornalismo online (Un mare di notizie, Etas 2003), di cinema lesbico (Visioni lesbiche, 40k 2013), di tecnologia e media (vari saggi in volumi collettanei).

Informazioni: glauco.unipi@gmail.com
Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

 

Riunione volontari*

Ti piacerebbe diventare una volontaria/o di Pinkriot Arcigay Pisa? Allora sappi che la riunione di martedì prossimo (26 Novembre) sarà una riunione aperta. Ciò significa che chiunque lo desideri potrà prendervi parte per assistere al nostro lavoro. Avrai così l’occasione di conoscere da vicino l’impegno organizzativo che sta alla base di tutte le nostre molteplici attività. Ti aspettiamo in Via Enrico Fermi n. 7 alle ore 21:30

Out & Riot – Safe & Sound

Out&Riot – Safe & Sound


Ingresso con 1 bevuta inclusa: 5 €

★☆★ VENERDÌ 29 NOVEMBRE – OUT&RIOT ★☆★
♬ Ore 23.59 ♬

Pinkriot Arcigay Pisa è orgogliosa di presentarvi, in collaborazione con Lumiere Pisa, una fantastica serata per sensibilizzare al tema di HIV, AIDS e altre infezioni sessualmente trasmissibili, vista la concomitanza con il World AIDS Day che ogni anno si tiene il 1 dicembre.

DRAG SHOW – Magika Kontessa & La Marchesa
con Francy, Fabius, Andreï & Maürø

DJ SET – DJ Ferio

Durante la serata, sarà distribuito materiale informativo e di prevenzione!

Evento a sostegno di Pinkriot Arcigay Pisa!

Conflitti Interculturali 2.0 – Simboli, identità e rappresentazione

Glauco e Pinkriot presentano la seconda edizione di “Conflitti Interculturali” con due appuntamenti per riflettere su simboli, identità e rappresentazione.

 

 

CONFLITTI INTERCULTURALI 2.0
Simboli, identità e rappresentazione



ll concetto di identità, con tutte le sue declinazioni, assume un significato centrale in ogni ambito della nostra quotidianità perché è attraverso l’identità che è possibile inserirsi ed interagire all’interno dei contesti sociali e relazionali, dove ogni scambio ha bisogno di essere chiaramente codificato e decodificato. Riuscire a narrare la propria identità diventa quindi un’esigenza fondamentale. È in questo processo di narrazione che, tuttavia, spesso si finisce per creare immagini di un Sé in opposizione ad un soggetto Altro. Si crea un rassicurante noi e un preoccupante loro.
Oggi la narrazione dominante descrive come Altro le minoranze religiose, i gruppi migranti o migrati, le soggettività LGBT+. Ma cosa succederebbe se provassimo a ribaltare la dicotomia Sé-Altro? È possibile costruire una nuova narrazione che non sia asimmetrica? Quali strumenti critici e politici è possibile sviluppare per resistere alle retoriche dell’Altro come nemico?


PRIMO APPUNTAMENTO
28 novembre ore 17.30
Aula 6 – Palazzo della Sapienza – Via Curtatone e Montanara, 15


TRA NARRAZIONE MEDIATICA…
Parole, immagini e meme nella comunicazione pubblica e politica. Riconoscere i processi comunicativi per sviluppare nuove forme di narrazione.

Modera: Junio Aglioti Colombini
Relatrici:

🐱 Roberta Bracciale – docente di sociologia dei nuovi media, università di pisa
📸 Valerio Nicolosi – reporter
👾 Chiara Magrone – content creator

Informazioni: glaucounipi@gmail.com

Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

Hanno collaborato alla progettazione degli eventi: Alessandra Maggi, Giovanna Spanò e Alessia Tortolini.



Il secondo appuntamento:
E PROPOSTE TEORICHE
4 dicembre ore 17.30
Considerazioni politiche sull’identità e sulle possibili discriminazioni date dal rapporto identità-personalità. Processo di ribaltamento di questo rapporto e possibili prospettive

Modera: Alessia Tortolini
Relatrici:
– Marie Moïse – dottoranda in filosofia politica, università di padova e toulouse II
– – dottoranda di sociologia, università di genova

TDOR 2019 – Pisa

Pinkriot Arcigay Pisa invita la cittadinanza a partecipare al Transgender Day of Remembrance Mercoledì 20 Novembre 2019 ore 18:00 in Largo Ciro Menotti.

Il TDOR è la ricorrenza annuale dedicata al ricordo e alla memoria delle vittime di odio e violenza transfobica. Chi oggi osa eccedere le gabbie del genere per migrare verso spazi e corpi più confortevoli è ancora pesantemente sanzionat* da una società patriarcale che stigmatizza, discrimina e uccide. Il 20 novembre è per noi il momento in cui ricordare i pezzi della nostra comunità che non ci sono più e, con forza, ricordarci per cosa e per chi continueremo a combattere.

L’associazione metterà a disposizione delle candele ma invitiamo ognun* a portarne.

L’appuntamento ci prepara inoltre alle manifestazioni nazionali a Roma della Trans Freedom March (22novembre) e della Giornata Mondiale contro la Violenza Maschile sulle Donne e la Violenza di Genere (23 novembre) che declinano i nostri percorsi di lotta quotidiana e a cui, come Pinkriot Arcigay Pisa, parteciperemo.

BenESSERE Trans*

Sabato 16 novembre 2019 ore 17:00
Aula 4 Polo Porta Nuova – Via Bruno Fedi, Pisa

Glauco – Associazione Universitaria Lgbtqi+ Pisa, Pinkriot Arcigay Pisa e Chi si cura di te? sono orgogliose di presentarvi

– benESSERE TRANS* –
salute e benessere della persona trans* e non-binaria dall’infanzia alla vita adulta

Sempre più persone, sia nell’infanzia che nell’età adulta, non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita. Come possono la scuola e la famiglia venire incontro alle necessità e ai bisogni dei bambini e delle bambine trans e non binarie? Quali sono le difficoltà che una persona T riscontra ancora oggi in diversi aspetti della sua vita, come in ambito lavorativo? Quali discriminazioni subisce nel momento in cui decide di accedere ad una struttura sanitaria?

A parlarne con noi saranno presenti:

-> Elisabetta Ferrari
presidente Agedo Bologna, Progetto Genderlens

-> Daniela Lourdes Falanga
presidente Arcigay Antinoo di Napoli

-> Ilario Arena
socio e attivista Arcigay Antinoo di Napoli

-> Roberto Origliasso
coordinamento Chi si cura di te?

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Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

Presentazione di Morgana di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Nina e Pinkriot Arcigay Pisa sono orgogliose di presentarvi

MORGANA – Storie di ragazze che tua madre non approverebbe

A parlarne saranno le autrici Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Sabato 2 novembre alle ore 17:00
Lumiere Pisa (Vicolo del Tidi 6)


INGRESSO EVENTO:
Per poter partecipare all’evento è necessario presentare all’ingresso un INVITO CARTACEO GRATUITO.
Gli INVITI GRATUITI sono disponibili al locale Di Qua D’Arno (Lungarno Antonio Pacinotti, 35) a partire da GIOVEDÌ 24 OTTOBRE dalle ore 10 alle 24, fino ad esaurimento. Il locale è aperto tutti i giorni, tranne la domenica.
È possibile ritirarne MASSIMO DUE a testa.


MICHELA MURGIA (Cabras 1972) è una scrittrice italiana. Ha esordito nel 2006 con Il mondo deve sapere da cui è stato tratto un film di Virzì. Tra i suoi libri ricordiamo Accabadora (Premio Campiello 2010), Ave Mary, Chirù, Istruzioni per diventare fascisti e Noi siamo tempesta. Le sue opere sono state tradotte in più di 30 Paesi.


CHIARA TAGLIAFERRI attualmente è coordinatrice editoriale per Storielibere.fm, la piattaforma più innovativa di narrazioni audio online ed è autrice con Michela Murgia del podcast “Morgana, la casa delle donne fuori dagli schemi”, che è diventato un libro edito da Mondadori e con Melissa P. del podcast “Love stories”. Ha lavorato come autrice di trasmissioni radiofoniche di successo per Rai Radio2. Ha collaborato alla prima edizione del Festival “L’Eredità delle donne” diretto da Serena Dandini.



– MORGANA –

Controcorrente, strane, pericolose, esagerate, difficili da collocare. E rivoluzionarie. Sono le dieci donne raccontate in questo libro e battezzate da una madrina d’eccezione, la Morgana del ciclo arturiano, sorella potente e pericolosa del ben più rassicurante re dalla spada magica. Moana Pozzi, Santa Caterina, Grace Jones, le sorelle Brontë, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid. Morgana non è un catalogo di donne esemplari; al contrario, sono streghe per le donne stesse, irriducibili anche agli schemi della donna emancipata e femminista che oggi, in piena affermazione del pink power, nessuno ha in fondo più timore a raccontare. Il nemico simbolico di questa antologia è la “sindrome di Ginger Rogers”, l’idea – sofisticatamente misogina – che le donne siano migliori in quanto tali e dunque, per stare sullo stesso palcoscenico degli uomini, debbano sapere fare tutto quello che fanno loro, ma all’indietro e sui tacchi a spillo. In una narrazione simile non c’è posto per la dimensione oscura, aggressiva, vendicativa, caotica ed egoistica che invece appartiene alle donne tanto quanto agli uomini. Le Morgane di questo libro sono efficaci ciascuna a suo modo nello smontare il pregiudizio della natura gentile e sacrificale del femminile. Le loro storie sono educative, non edificanti, disegnano parabole individuali più che percorsi collettivi, ma finiscono paradossalmente per spostare i margini del possibile anche per tutte le altre donne. Nelle pagine di questo libro è nascosta silenziosamente una speranza: ogni volta che la società ridefinisce i termini della libertà femminile, arriva una Morgana a spostarli ancora e ancora, finché il confine e l’orizzonte non saranno diventati la stessa cosa.

Singin’ in the Rainbow – Prima rassegna pisana di cori lgbti+

Fin dalla loro prima comparsa in USA nei primi anni Ottanta, i cori LGBTIQ+ hanno fornito un contributo unico alla comunità che rappresentano e alle sue battaglie: visibilità, unione, cultura, impegno, il tutto attraverso la magia universale della musica. Negli ultimi anni il numero di queste iniziative sta aumentando a vista d’occhio in tutto il mondo. Anche in Italia, come prova l’esistenza di Cromatica LGBT, festival nazionale dei cori LGBTIQ+ italiani, giunto quest’anno alla sua quarta edizione.

Il concerto si terrà sabato 25 Maggio alle ore 17:30,presso la Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa in Piazza S. Paolo all’Orto n.20. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.


A pochi giorni dall’IDAHOBIT, giornata internazionale contro l’omo/bi/transfobia, Pinkriot Arcigay Pisa e Glauco – Associazione Universitaria Lgbtqi+ Pisa sono orgogliose di presentarvi “Singin’ in the Rainbow”, la prima rassegna pisana di cori LGBTIQ+.


Canteranno per noi: – Choreos, formazione fiorentina nata nel 2018 all’interno di IREOS – Comunità queer autogestita- Parruccoro, ensemble romano in attività dal 2013 – lo storico Roma Rainbow Choir, il primo coro LGBTIQ+ nato in Italia, attivo fin dall’anno 2006 e affiliato al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli


I tre cori proporranno un repertorio estremamente eclettico, mescolando canzoni pop, melodie tradizionali, colonne sonore, composizioni rinascimentali e sigle tv. Ad aprire la rassegna sarà il coro della Associazione Musicale Orfeo – Scuola di Musica.
Singin’ in the Rainbow si inserisce nel cartellone di concerti “In Coro Contro l’Omo•Bi•Transfobia” di Cromatica LGBT e nel calendario di avvicinamento al Toscana Pride (6 Luglio 2019 a Pisa, don’t forget!).


I cori che si esibiranno sono composti da persone di tutti gli orientamenti sessuali e di tutte le identità di genere. Questo perché l’essenza stessa di un coro è fatta di inclusività, aggregazione, di rispetto e valorizzazione delle differenze, che sono la base dell’arricchimento reciproco e senza le quali non potrebbero esistere la libera espressione, l’arte e neanche la musica!