STENOSCOPIE – Socializzazione e spazi urbani

STENOSCOPIE – Socializzazione e spazi urbani

Venerdì 15 giugno 2018 ore 18.30
Aula R1 – Palazzo Ricci
Via del Collegio Ricci, 10 – Pisa

“But as I pass O Manhattan, your frequent and swift flash of eyes offering me love, offering response to my own-these repay me. Lovers, continual lovers, only repay me”
[City of Orgies – Walt Whitman]

La socializzazione è un elemento fondamentale per il benessere di ogni essere umano.
Nelle comunità discriminate, a cui spesso è preclusa una dimensione pubblica, la ricerca di relazioni interpersonali si è spostata dal pubblico al privato delle famiglie, ambienti tutelati in cui vivere le proprie identità.

Questo non è tuttavia valido per le persone LGBTIQ in cui le famiglie sono tradizionalmente state, se non fino ad anni recenti, uno dei primi luoghi di discriminazione.

Emarginati dalla società e allontanati dalla sicurezza dei nuclei familiari, i soggetti LGBTIQ hanno cercato e creato luoghi di socializzazione nelle città, spazi nascosti e sicuri in cui poter esprimere la propria identità e in cui poter trovare in sicurezza compagni/e con cui avere relazioni – anche sessuali – altrimenti impossibili da avere.

Come si evolve nel tempo la relazione tra spazi di socializzazione creati da e per persone LGBTIQ e gli spazi urbani? Quali i luoghi dedicati al sesso (dai sex club alle app di incontri, passando per i luoghi di battuage)? Quali i modi in cui le persone LGBTIQ attraversano e interagiscono in tali spazi?

Saranno presenti:
Rosario Murdica – Sociologo ed esperto LGBTIQ
Marialuisa Fagiani – Sociologa urbana
Roberto Funai – Artista Queer

Fondi studenteschi Glauco 2018

Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI* è un’associazione studentesca che intende promuovere la cultura del rispetto delle pari opportunità, della visibilità, dei diritti e dall’inclusione in ambito universitario delle differenze pertinenti al genere, all’identità di genere e orientamento sessuale, attraverso attività culturali e ludico ricreative.
Anche quest’anno Glauco ha presentato dei progetti per portare dentro l’università di Pisa alcune tematiche di particolare interesse.

I progetti possono essere sostenuti da studentesse e studenti dell’ateneo pisano collegandosi con i propri dati (gli stessi del portale alice) attraverso il portale: http://attivitastudentesche.adm.unipi.it/…

Per il 2018 abbiamo presentato 4 progetti tematici che riguardano:

Sessuofobia e spazi di socializzazione
La sessuofobia come fenomeno culturale si esplica con la condanna e la cancellazione di tutto ciò che è collegato al sesso. Le conseguenze sono molteplici e interessano tutte e tutti. Ad esempio: le differenze di orientamento sessuale vengono marginalizzate e ignorate, relegate alla sfera del privato, facendo dell’omosessualità, della bisessualità e del transgenderismo dei taboo; l’educazione sessuale viene trascurata, con evidenti rischi di diffusione di infezioni sessualmente trasmesse provenienti dalla scarsa circolazione di informazioni sui mezzi di prevenzione; infine, tutti gli atteggiamenti sex-positive, specialmente se riguardanti le donne, vengono condannati, dando vita a veri e propri fenomeni di bullismo.

Per cui abbiamo richiesto un fondo “seminari” (rif. 1741).

Intersezionalità
Leggere la realtà in una chiave intersezionale significa riconoscerne la complessità e prendere consapevolezza delle molteplici categorie (genere, etnia, orientamento sessuale, stato di salute, ecc.) che ogni giorno ciascun* di noi attraversa e vive nel proprio quotidiano. Portare avanti un discorso intersezionale non solo permette di riconoscere nell’altr* caratteristiche, elementi o pratiche con cui potersi relazionare ma aiuta anche a smascherare le dinamiche che colpiscono quei soggetti che, collocandosi nell’intersezione tra più categorie, si trovano a subire discriminazione multiple.

Per cui abbiamo richiesto un fondo “seminari” (rif. 1757) e un fondo “pubblicazione” (rif. 1758).

LGBT+ migranti
Le persone migranti LGBT+ incontrano spesso ostacoli specifici sul loro cammino, ostacoli che si aggiungono alle barriere fisiche e culturali che già ogni migrante si trova a dover affrontare.
Da una parte i servizi di accoglienza, informazione e supporto sono infatti per lo più costruiti senza considerare le variabili di genere e orientamento sessuale, fattori che di fatto influenzano profondamente l’efficacia della comunicazione e dell’instaurarsi di relazioni interpersonali. Dall’altra l’accoglienza da parte delle strutture LGBT+ risulta profondamente caratterizzata da un modello culturale occidentale, risultando poco rappresentativa e poco rappresentativa della popolazione LGBT+ migrante.
Riuscire ad affrontare gli aspetti legali, di salute e di informazione in un’ottica intersezionale che metta insieme competenze specifiche e che integri le variabili di orientamento sessuale e identità di genere può essere quindi il modo più efficace di approcciarsi all’esperienza migrante LGBT+

Per cui abbiamo richiesto un fondo “workshop” (rif. 1761).

 

Firmando puoi sostenere i progetti!