Glauco

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Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI* è  un’associazione studentesca costituita nel  1997 che opera all’interno dell’Università di Pisa.

L’associazione si occupa di ideare iniziative culturali e ricreative che forniscano occasione di formazione, visibilità e riduzione del pregiudizio e della discriminazione della popolazione LGBTQI*. Glauco offre inoltre supporto a tutte e tutti coloro che abbiano necessità di un consulto legale o psicologico.

Attualmente Glauco trova ospitalità presso la sede di Pinkriot Arcigay Pisa, associazione con la quale lavora in stretta sinergia.

Scopri le attività promosse da GLAUCO in collaborazione con Pinkriot Arcigay Pisa.

Contattaci: glaucounipi@gmail.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/glaucounipi

 


Identità di genere: approvato il nuovo regolamento per l’attivazione delle carriere alias

Procedure semplificate ed estensione del dispositivo a tutta la popolazione universitaria, non solo studenti, ma anche docenti e personale

 

 

Sarà sufficiente la sottoscrizione di un semplice accordo di riservatezza con l’Università di Pisa per attivare la carriera alias, il dispositivo che tutela le persone che hanno la necessità di utilizzare, all’interno dell’Ateneo, un nome diverso rispetto a quello anagrafico. È stato infatti approvato dal Senato accedemico un nuovo regolamento semplificato che tutela l’identità di genere di tutta la popolazione universitaria: tra le novità, c’è la possibilità di attivare questa procedura non solo per gli studenti, ma anche per docenti, personale, dirigenti, componenti esterni ed esterne degli organi collegiali e tutte e tutti coloro che a vario titolo operano, anche occasionalmente e temporaneamente, nelle strutture dell’Ateneo. E per farlo non ci sarà più bisogno di presentare alcuna certificazione medica.

A chi farà richiesta sarà assegnata un’identità provvisoria al fine del rilascio di nuovi documenti di riconoscimento, come il libretto universitario o il badge, di un nuovo account di posta elettronica o di targhette identificative. Inoltre, per garantire il pieno accesso al dispositivo della carriera alias, l’Università di Pisa, attraverso il Comitato unico di garanzia (CUG), si impegna a fornire adeguata formazione in merito ai temi che riguardano l’identità di genere a tutto il personale coinvolto nelle procedure relative alla carriera alias e al personale in contatto diretto con i richiedenti.

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“La decisione assunta all’unanimità dal Senato accademico – sottolinea il neodelegato alle politiche di genere Arturo Marzano – rappresenta un grande passo avanti in termini di inclusione di studenti fino ad oggi non pienamente tutelati. La carriera alias conferma l’impegno del rettore Paolo Mancarella e di tutto l’Ateneo a realizzare politiche capaci di garantire concretamente pari opportunità. Grande soddisfazione giunge poi dal metodo con cui siamo arrivati qui: il regolamento approvato dal Senato è il frutto di un lavoro di squadra, che ha visto impegnate in prima linea la prorettrice agli affari giuridici Michela Passalacqua e la presidente del CUG Elettra Stradella, ma a cui hanno contribuito fattivamente docenti, personale tecnico amministrativo e studenti”.

Una pluralità di contributi messa in evidenza anche dalla presidente del Comitato Unico di Garanzia, Elettra Stradella, che ricorda: “Questo regolamento è il frutto di un lavoro che è partito nel gennaio 2019, quando a Pisa abbiamo ospitato il convegno della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle Università italiane, organizzandolo come CUG, sul tema delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Al termine del convegno abbiamo approvato una mozione, trasmessa alla CRUI, nella quale prima di tutto proponevamo, agli Atenei virtuosi come il nostro, che già da tempo aveva adottato la carriera alias, di semplificare le procedure sostituendo a istanze e certificazioni, che rappresentano dolorosi aggravi procedurali, la sottoscrizione di un semplice accordo di riservatezza tra studente richiedente l’identità alias e Ateneo. L’obiettivo a Pisa è stato raggiunto”.

“Il regolamento approvato è frutto di un lungo e attento lavoro fatto negli organi d’ateneo e, in particolare, all’interno del CUG – dichiara Junio Aglioti Colombini, presidente di Glauco, associazione LGBTQI+ dell’Università di Pisa – siamo felici che il dispositivo alias sia stato interpretato come un’azione culturale e politica e non burocratica, come testimoniano gli eventi di approfondimento proposti dal CUG e l’inserimento della formazione al personale coinvolto nell’attivazione degli alias, oltre all’affermazione di un percorso autodeterminato e svincolato dalla visione patologizzante dell’esperienza trans*”.

“È un regolamento collocato nel contesto sociale che garantisce la piena autodeterminazione dei soggetti in transizione considerandoli nella loro totalità, quindi anche come lavoratori e lavoratrici – sottolinea Daniele Serra, presidente di Pinkriot Arcigay Pisa – Speriamo che l’esempio virtuoso dell’Ateneo possa incoraggiare altre istituzioni pubbliche ad adottare strumenti di tutela nei confronti delle soggettività transgender che ancora oggi scontano in prima persona gli effetti di una normativa anacronistica che subordina il cambio di documenti a percorsi medici o a lunghe battaglie di tribunale. È una rivoluzione culturale quella di cui abbiamo bisogno, ma l’adozione di questi dispositivi, specie se accompagnati da percorsi formativi, ne facilità il lavoro”.

 

Immaginario e movimento lesbico tra storia e rappresentazione

 

Un percorso per raccontare la storia del movimento lesbico in Italia, attraverso la storia, la memoria e la costruzione dell’immaginario delle lesbiche.
Le parole e le immagini di un’attivista lesbica femminista, attivista già dal secolo scorso, e di una giornalista e scrittrice cercando percorsi inediti, al confine tra reale e immaginario, ci raccontano la storia delle lesbiche in Italia, della lotta per la visibilità e della rappresentazione.


Ore 18:00 – 11 dicembre 2019
Aula multimediale – Palazzo Ricci
Pisa

SARANNO PRESENTI:

Carla Catena
Formazione umanistica con studi di letteratura, lingue e teatro, da anni si occupa di marketing e comunicazione per le aziende e le associazioni, progetti editoriali e contenuti nel web.
Attivista lesbica femminista da tanti anni, tra le fondatrici del gruppo universitario di studentesse lesbiche a Bologna nel 1990 “Le Signore della porta accanto”. Partecipa attivamente alla Prima settimana Lesbica bolognese del 1991.
Contribuisce ad organizzare da Bologna insieme a tante compagne bolognesi, in rete con altrettante compagne in Italia, il primo Pride nazionale a Roma del 1994. In particolare realizzano lo spezzone lesbico nazionale con lo striscione “Le lesbiche non tornano indietro”.
Dalla fine degli anni ’90 attivista anche nell’associazione ArciLesbica Bologna, essendo vice presidente del circolo bolognese nel 2015 e presidente dall’inizio del 2016 fino all‘ottobre del 2019. Contribuisce con determinazione, tra le altre cose, alla disaffiliazione del circolo bolognese da Arcilesbica Nazionale.
Tra le ideatrici e fondatrici del progetto, di Lesbiche Bologna, sulla violenza nelle relazioni lesbiche e della linea lesbica antiviolenza.
Tra le ideatrici e costruttrici di Lesbicx a Bologna e Torino. In prima linea attivista della rete nazionale Lesbicx.


Federica Fabbiani
Giornalista e scrittrice, Federica Fabbiani ama scrutare gli schermi per scovare percorsi inediti al confine tra reale e immaginario: attraverso la critica cinematografica lesbica ha analizzato il modo in cui lo sguardo orienta e condiziona la percezione di sé al tempo della ipervisibilità mediatica del lesbismo (Sguardi che contano, Iacobelli 2019); con la lente del femminismo ha indagato la serialità televisiva (Zapping di una femminista seriale, Ledizioni 2018). Collabora con la rivista femminista Leggendaria, per cui scrive di cinema e serie tv; un suo saggio su Sense8 compare nel volume collattaneo Il tempo breve (Iacobelli 2018). Si è appassionata, nel passato, di giornalismo online (Un mare di notizie, Etas 2003), di cinema lesbico (Visioni lesbiche, 40k 2013), di tecnologia e media (vari saggi in volumi collettanei).

Informazioni: glauco.unipi@gmail.com
Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

 

Conflitti Interculturali 2.0 – Simboli, identità e rappresentazione

Glauco e Pinkriot presentano la seconda edizione di “Conflitti Interculturali” con due appuntamenti per riflettere su simboli, identità e rappresentazione.

 

 

CONFLITTI INTERCULTURALI 2.0
Simboli, identità e rappresentazione



ll concetto di identità, con tutte le sue declinazioni, assume un significato centrale in ogni ambito della nostra quotidianità perché è attraverso l’identità che è possibile inserirsi ed interagire all’interno dei contesti sociali e relazionali, dove ogni scambio ha bisogno di essere chiaramente codificato e decodificato. Riuscire a narrare la propria identità diventa quindi un’esigenza fondamentale. È in questo processo di narrazione che, tuttavia, spesso si finisce per creare immagini di un Sé in opposizione ad un soggetto Altro. Si crea un rassicurante noi e un preoccupante loro.
Oggi la narrazione dominante descrive come Altro le minoranze religiose, i gruppi migranti o migrati, le soggettività LGBT+. Ma cosa succederebbe se provassimo a ribaltare la dicotomia Sé-Altro? È possibile costruire una nuova narrazione che non sia asimmetrica? Quali strumenti critici e politici è possibile sviluppare per resistere alle retoriche dell’Altro come nemico?


PRIMO APPUNTAMENTO
28 novembre ore 17.30
Aula 6 – Palazzo della Sapienza – Via Curtatone e Montanara, 15


TRA NARRAZIONE MEDIATICA…
Parole, immagini e meme nella comunicazione pubblica e politica. Riconoscere i processi comunicativi per sviluppare nuove forme di narrazione.

Modera: Junio Aglioti Colombini
Relatrici:

🐱 Roberta Bracciale – docente di sociologia dei nuovi media, università di pisa
📸 Valerio Nicolosi – reporter
👾 Chiara Magrone – content creator

Informazioni: glaucounipi@gmail.com

Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

Hanno collaborato alla progettazione degli eventi: Alessandra Maggi, Giovanna Spanò e Alessia Tortolini.



Il secondo appuntamento:
E PROPOSTE TEORICHE
4 dicembre ore 17.30
Considerazioni politiche sull’identità e sulle possibili discriminazioni date dal rapporto identità-personalità. Processo di ribaltamento di questo rapporto e possibili prospettive

Modera: Alessia Tortolini
Relatrici:
– Marie Moïse – dottoranda in filosofia politica, università di padova e toulouse II
– – dottoranda di sociologia, università di genova

BenESSERE Trans*

Sabato 16 novembre 2019 ore 17:00
Aula 4 Polo Porta Nuova – Via Bruno Fedi, Pisa

Glauco – Associazione Universitaria Lgbtqi+ Pisa, Pinkriot Arcigay Pisa e Chi si cura di te? sono orgogliose di presentarvi

– benESSERE TRANS* –
salute e benessere della persona trans* e non-binaria dall’infanzia alla vita adulta

Sempre più persone, sia nell’infanzia che nell’età adulta, non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita. Come possono la scuola e la famiglia venire incontro alle necessità e ai bisogni dei bambini e delle bambine trans e non binarie? Quali sono le difficoltà che una persona T riscontra ancora oggi in diversi aspetti della sua vita, come in ambito lavorativo? Quali discriminazioni subisce nel momento in cui decide di accedere ad una struttura sanitaria?

A parlarne con noi saranno presenti:

-> Elisabetta Ferrari
presidente Agedo Bologna, Progetto Genderlens

-> Daniela Lourdes Falanga
presidente Arcigay Antinoo di Napoli

-> Ilario Arena
socio e attivista Arcigay Antinoo di Napoli

-> Roberto Origliasso
coordinamento Chi si cura di te?

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Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

Singin’ in the Rainbow – Prima rassegna pisana di cori lgbti+

Fin dalla loro prima comparsa in USA nei primi anni Ottanta, i cori LGBTIQ+ hanno fornito un contributo unico alla comunità che rappresentano e alle sue battaglie: visibilità, unione, cultura, impegno, il tutto attraverso la magia universale della musica. Negli ultimi anni il numero di queste iniziative sta aumentando a vista d’occhio in tutto il mondo. Anche in Italia, come prova l’esistenza di Cromatica LGBT, festival nazionale dei cori LGBTIQ+ italiani, giunto quest’anno alla sua quarta edizione.

Il concerto si terrà sabato 25 Maggio alle ore 17:30,presso la Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa in Piazza S. Paolo all’Orto n.20. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.


A pochi giorni dall’IDAHOBIT, giornata internazionale contro l’omo/bi/transfobia, Pinkriot Arcigay Pisa e Glauco – Associazione Universitaria Lgbtqi+ Pisa sono orgogliose di presentarvi “Singin’ in the Rainbow”, la prima rassegna pisana di cori LGBTIQ+.


Canteranno per noi: – Choreos, formazione fiorentina nata nel 2018 all’interno di IREOS – Comunità queer autogestita- Parruccoro, ensemble romano in attività dal 2013 – lo storico Roma Rainbow Choir, il primo coro LGBTIQ+ nato in Italia, attivo fin dall’anno 2006 e affiliato al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli


I tre cori proporranno un repertorio estremamente eclettico, mescolando canzoni pop, melodie tradizionali, colonne sonore, composizioni rinascimentali e sigle tv. Ad aprire la rassegna sarà il coro della Associazione Musicale Orfeo – Scuola di Musica.
Singin’ in the Rainbow si inserisce nel cartellone di concerti “In Coro Contro l’Omo•Bi•Transfobia” di Cromatica LGBT e nel calendario di avvicinamento al Toscana Pride (6 Luglio 2019 a Pisa, don’t forget!).


I cori che si esibiranno sono composti da persone di tutti gli orientamenti sessuali e di tutte le identità di genere. Questo perché l’essenza stessa di un coro è fatta di inclusività, aggregazione, di rispetto e valorizzazione delle differenze, che sono la base dell’arricchimento reciproco e senza le quali non potrebbero esistere la libera espressione, l’arte e neanche la musica!

Ricettario Intersezionale – Kiwi Pie

 

Giovedì 6 dicembre 2018 ore 18:00
Aula R10 Palazzo Ricci – Via Collegio Ricci, 10 – Pisa

 

“Non esistono lotte che riguardano un solo problema perché non viviamo vite in cui affrontiamo un solo problema”
[Audre Lorde]

Cosa significa Intersezionalità? in che modo e con quali interazioni più identità sociali co-esistono nella stessa persona? Quali potenzialità ha l’adozione di uno sguardo complesso e complessivo? 
Due appuntamenti per parlare di #intersezionalità come prassi politica e lente interpretativa.

Saranno presenti:

Lilian Douce Capuzzimato/ Alexi Paladino
Fotografa e stampatrice fine artspersona intersex

Elisabetta Ferrari
Presidente Agedo Bologna

Ottavia Voza
Attivista trans

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Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

Conflitti interculturali: come affrontarli? ripensare al concetto di “integrazione” per decolonizzare la società

Conflitti interculturali: come affrontarli?
ripensare al concetto di “integrazione” per decolonizzare la società

Lunedì 3 dicembre 2018
Polo Piagge

 

I concetti di discriminazione multipla e intersezionalità stanno, tuttora, faticando a permeare la cultura giuridica italiana, eppure, l’identità – al pari dell’esperienza – appare complessa, non mostrandosi sufficiente l’impiego di un fattore discriminatorio per volta, quale “filtro” privilegiato. Affrontare simili tematiche in modo rigido e settoriale rischia, infatti, di ingessare e cristallizzare oltremodo il dibattito in materia di diritti fondamentali. Consapevoli dell’impossibilità di una trattazione esaustiva, si opterà per l’approfondimento della soggettività migrante, attraverso il sostrato giuridico tradizionale maggiormente presente nei paesi di origine (diritto Islamico) e la lente del genere e l’orientamento sessuale, al fine di decostruire gli stereotipi che il termine “oppressione” può, a vari livelli, evocare. Gli spunti portati verranno affrontati e discussi con un formato laboratoriale per una riflessione il più possibile collettiva.

Ore 10.00 – Aula H2 Polo Piagge
PANEL 1: TRADIZIONE E TRASFORMAZIONE

Modera: Alessia Tortolini
Introduzione a linguaggio, concetti e stereotipi sull’ Islam – Islam politico; femminismi islamici e islamisti; categorie di omosessualità nell’islam.

• Francesco Tamburini – università di Pisa
• Barbara Henry – scuola superiore Sant’anna
• Dany Carnassale – università di Padova

ore 15.00
PANEL 2: DIRITTI ED EVOLUZIONE
Il diritto delle altre e degli altri: un diritto all’indifferenza? – Il concetto di integrazione, particolarismo e universalismo, relativisimo e mediterraneismo.

Modera: Giovanna Spanò
• Lorenzo Milazzo – università di Pisa
• Luca Baccelli – università di Camerino
• Francescomaria Tedesco – università di Camerino

informazioni: glaucounipi@gmail.com
segreteria organizzativa: Aglioti Colombini Junio, Maggi Alessandra, Spanò Giovanna

Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

con il patrocinio del Comitato Unico di Garanzia – Unipi

Ricettario Intersezionale – Arancine

 

giovedì 22 novembre 2018 ore 18:00
Aula R10 Palazzo Ricci – Via Collegio Ricci, 10 – Pisa

“Non esistono lotte che riguardano un solo problema perché non viviamo vite in cui affrontiamo un solo problema”
[Audre Lorde]

Cosa significa Intersezionalità? in che modo e con quali interazioni più identità sociali co-esistono nella stessa persona? Quali potenzialità ha l’adozione di uno sguardo complesso e complessivo? 

Due appuntamenti per parlare di #intersezionalità come prassi politica e lente interpretativa.

Saranno presenti:

Massimo Milani
coordinatrice Palermo pride

Daniela Tomasino
Attivista per i diritti umani, ex presidente Arcigay Palermo

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Attività svolta con i contributi per le attività studentesche autogestite dell’Università di Pisa

STENOSCOPIE – Socializzazione e spazi urbani

STENOSCOPIE – Socializzazione e spazi urbani

Venerdì 15 giugno 2018 ore 18.30
Aula R1 – Palazzo Ricci
Via del Collegio Ricci, 10 – Pisa

“But as I pass O Manhattan, your frequent and swift flash of eyes offering me love, offering response to my own-these repay me. Lovers, continual lovers, only repay me”
[City of Orgies – Walt Whitman]

La socializzazione è un elemento fondamentale per il benessere di ogni essere umano.
Nelle comunità discriminate, a cui spesso è preclusa una dimensione pubblica, la ricerca di relazioni interpersonali si è spostata dal pubblico al privato delle famiglie, ambienti tutelati in cui vivere le proprie identità.

Questo non è tuttavia valido per le persone LGBTIQ in cui le famiglie sono tradizionalmente state, se non fino ad anni recenti, uno dei primi luoghi di discriminazione.

Emarginati dalla società e allontanati dalla sicurezza dei nuclei familiari, i soggetti LGBTIQ hanno cercato e creato luoghi di socializzazione nelle città, spazi nascosti e sicuri in cui poter esprimere la propria identità e in cui poter trovare in sicurezza compagni/e con cui avere relazioni – anche sessuali – altrimenti impossibili da avere.

Come si evolve nel tempo la relazione tra spazi di socializzazione creati da e per persone LGBTIQ e gli spazi urbani? Quali i luoghi dedicati al sesso (dai sex club alle app di incontri, passando per i luoghi di battuage)? Quali i modi in cui le persone LGBTIQ attraversano e interagiscono in tali spazi?

Saranno presenti:
Rosario Murdica – Sociologo ed esperto LGBTIQ
Marialuisa Fagiani – Sociologa urbana
Roberto Funai – Artista Queer

La torre storta – A queer Festival

 

(Press “Q” to continue)

Da marzo a giugno un festival “oltre il genere” in tutta la città di Pisa

9 realtà, 4 location, oltre 20 eventi

“C’è una torre che sulla città di Pisa pende, anziché svettare”. Comincia con queste parole il manifesto “La Torre Storta”, prima pietra di un movimento emergente, sottoscritto da decine di persone singole, associazioni, spazi e imprese culturali pisane, che dà il nome a un calendario di iniziative a Pisa sul tema del “queer”. 

Teatro Rossi Aperto, Cantiere Sanbernardo, Lumière, Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI*, Pinkriot Arcigay Pisa, La Collettiva, Queersquilie, Pisa Underground Movement, Secondo Piano a Sinistra. Questi i soggetti promotori e organizzatori del calendario, che hanno ideato oltre 20 iniziative rivolte a pubblici diversi, dal 17 marzo al 10 giugno.

Che cos’è il Queer?
Un concetto ancora piuttosto sconosciuto, meno noto della più familiare sigla “Lgbt”, ma non meno dirompente e in grado di imporsi sulla scena pubblica come veicolo di emancipazione e diritti.

“Queer” è un termine ombrello che in inglese significa eccentrico, storto, strano. Nasce come un insulto ma è stato riappropriato nell’ambito delle teorie di genere, per indicare tutte le identità, gli orientamenti, le pratiche e i corpi non riconducibili ad un rigida distinzione “maschio-femmina” o alla norma eterosessuale. Queer significa quindi superamento delle categorie di genere, ma anche lotta al carattere normativo e repressivo del genere, nei confronti di tutte le identità non conformi.

Il festival La Torre Storta parte quindi dall’esigenza di diffondere informazioni corrette e strumenti di conoscenza sul tema del queer e sulle sue infinite declinazioni. A partire dalle esperienze concrete, quotidiane, di chi il festival lo ha costruito e ideato. 

Cosa può essere quindi il queer nello spazio pubblico di questa città universitaria, che è di chi ha avuto la fortuna di nascerci e di chi fortunatamente ha potuto arrivarci? In che modo i nostri corpi differenti, sfaccettati e ambigui percorrono il suo spazio pubblico? Quali drag indossiamo quotidianamente per assolvere alla rispettabilità della vita accademica? Dove si rintana la sessualità polimorfa della città della Torre Storta? L’ammiccante e polimorfa Pisa può essere una città per i soggetti queer? 

Ripartendo dalle comunità che già esistono, il festival vuole portare alla luce spettacoli, concerti, laboratori, incontri, discussioni. Come conclude il Manifesto:

Partendo da noi e dai nostri corpi favolosi, far scintillare la possibilità che possano esistere forme di vita fuori dalla Norma, spazi in cui si entra con la barba e si esce col rossetto, in cui la gonna e il pantalone non sono in contraddizione; spazi favolosi e brillanti, spazi in cui è possibile fallire dalla Norma col sorriso sulle labbra. Spazi di relazione, spazi comuni, spazi queer come la Torre che ci ha accolt_ e che, ostinata, continua a pendere anziché svettare. 

 

Il Manifesto

C’è una torre che sulla città di Pisa pende, anziché svettare. Il terreno cedevole su cui sorge ha portato le generazioni di lavoratori che l’hanno costruita a raddrizzare man mano la sua direzione, tentando comunque di guadagnare il cielo dalla sua irrimediabile stortezza; e questa curva docile che traccia nel cielo è quella che turisti da tutto il mondo vengono a osservare, per assecondarla nelle loro foto in posa tai chi e andar via, avendo a mala pena percorso le strade del centro. Excuse me, where’s the tower?
Piazza dei Miracoli, sulla quale la torre si piega, è leggermente decentrata. Volendo, è storta anche lei. A fianco, obliquamente, una città moderna di piccolo-medio taglio conduce una vita tutta diversa dalla calma erbosa della piazza del Duomo: novantamila abitanti, diciassettemila studenti fuori sede e cinquantamila in tutto, chissà quante persone migranti e non registrate. Tre università, di cui due di eccellenza, e ancora musei, centri di calcolo, un aeroporto internazionale di recente strappato dall’eterna egemonia fiorentina. Uno stadio, tanti tifosi, una squadra in casacca neroazzurra.
Non certo una metropoli, ma una città vissuta intensamente. Il rituale della polemica sulla movida nel centro città si replica ogni anno sempre uguale: troppi giovani per le strade, troppi studenti a ubriacarsi tra i locali concentrati tra le piazze delle Vettovaglie, di Sant’omobono e dei Cavalieri; e contemporaneamente però non muore il tentativo di animarla dal basso, attraverso luoghi di aggregazione tenuti in piedi dal lavoro costante di movimenti politici o di associazioni, determinati a proporre delle alternative al circuito alcolico del centro storico, ben consapevoli che non sono tanto l’alcol o la droga il problema, quanto più il tipo di socialità che si immagina per la nostra città.
Storta e contraddittoria, questa città del sapere e della storia, tagliata da un fiume melmoso che sfocia, poco dopo, nel Tirreno; e tra le varie contraddizioni, il misto di tolleranza diffusa e di sospetto nascondimento della vita lesbica, gay, bi-, trans*, queer. La queerness è già qui e attraversa gli abitanti di questa città, apparentemente placida e ferma, attenta a esaltare il suo passato remoto di libero comune portuale prima e di Medicea rilevanza poi; dimentica invece del suo passato recente che dal ’68 al ’77, dalla scena punk all’impegno quotidiano dei centri sociali, ha sempre espresso delle forme di vita in controtendenza. Storte, punk. Queer.
Abbiamo bisogno di sapere cosa può essere il queer nello spazio pubblico di questa città universitaria, che è di chi ha avuto la fortuna di nascerci e di chi fortunatamente ha potuto arrivarci; come i nostri corpi differenti, sfaccettati e ambigui percorrono il suo spazio pubblico apparentemente liscio. Quali drag indossiamo quotidianamente per assolvere alla rispettabilità della vita accademica? Dove si rintana la sessualità polimorfa della città della Torre Storta? Che cos’è questa migrazione del fine settimana verso la Darsena viareggina o verso le serate gay di Lucca e Firenze? L’ammiccante e polimorfa Pisa può essere una città per i soggetti queer?
Ripartendo dalle comunità che già esistono, dall’underground e dai muri di casse che premono già contro la sottile membrana della placida Città Storta; dai desideri privatizzati nelle nostre camere in affitto a 300 e più euro, affogati in fiumi di birra; dai luoghi in cui abbiamo provato a costruire altre forme di relazione, di amicizia e di condivisione; da tutto questo vorremmo portare alla luce spettacoli, concerti, laboratori, incontri, discussioni. Partendo da noi e dai nostri corpi favolosi, far scintillare la possibilità che possano esistere forme di vita fuori dalla Norma, spazi in cui si entra con la barba e si esce col rossetto, in cui la gonna e il pantalone non sono in contraddizione; spazi favolosi e brillanti, spazi in cui è possibile fallire dalla Norma col sorriso sulle labbra. Spazi di relazione, spazi comuni, spazi queer come la Torre che ci ha accolt_ e che, ostinata, continua a pendere anziché svettare.

Il calendario

 

 

 

Fondi studenteschi Glauco 2018

Glauco – Associazione Universitaria LGBTQI* è un’associazione studentesca che intende promuovere la cultura del rispetto delle pari opportunità, della visibilità, dei diritti e dall’inclusione in ambito universitario delle differenze pertinenti al genere, all’identità di genere e orientamento sessuale, attraverso attività culturali e ludico ricreative.
Anche quest’anno Glauco ha presentato dei progetti per portare dentro l’università di Pisa alcune tematiche di particolare interesse.

I progetti possono essere sostenuti da studentesse e studenti dell’ateneo pisano collegandosi con i propri dati (gli stessi del portale alice) attraverso il portale: http://attivitastudentesche.adm.unipi.it/…

Per il 2018 abbiamo presentato 4 progetti tematici che riguardano:

Sessuofobia e spazi di socializzazione
La sessuofobia come fenomeno culturale si esplica con la condanna e la cancellazione di tutto ciò che è collegato al sesso. Le conseguenze sono molteplici e interessano tutte e tutti. Ad esempio: le differenze di orientamento sessuale vengono marginalizzate e ignorate, relegate alla sfera del privato, facendo dell’omosessualità, della bisessualità e del transgenderismo dei taboo; l’educazione sessuale viene trascurata, con evidenti rischi di diffusione di infezioni sessualmente trasmesse provenienti dalla scarsa circolazione di informazioni sui mezzi di prevenzione; infine, tutti gli atteggiamenti sex-positive, specialmente se riguardanti le donne, vengono condannati, dando vita a veri e propri fenomeni di bullismo.

Per cui abbiamo richiesto un fondo “seminari” (rif. 1741).

Intersezionalità
Leggere la realtà in una chiave intersezionale significa riconoscerne la complessità e prendere consapevolezza delle molteplici categorie (genere, etnia, orientamento sessuale, stato di salute, ecc.) che ogni giorno ciascun* di noi attraversa e vive nel proprio quotidiano. Portare avanti un discorso intersezionale non solo permette di riconoscere nell’altr* caratteristiche, elementi o pratiche con cui potersi relazionare ma aiuta anche a smascherare le dinamiche che colpiscono quei soggetti che, collocandosi nell’intersezione tra più categorie, si trovano a subire discriminazione multiple.

Per cui abbiamo richiesto un fondo “seminari” (rif. 1757) e un fondo “pubblicazione” (rif. 1758).

LGBT+ migranti
Le persone migranti LGBT+ incontrano spesso ostacoli specifici sul loro cammino, ostacoli che si aggiungono alle barriere fisiche e culturali che già ogni migrante si trova a dover affrontare.
Da una parte i servizi di accoglienza, informazione e supporto sono infatti per lo più costruiti senza considerare le variabili di genere e orientamento sessuale, fattori che di fatto influenzano profondamente l’efficacia della comunicazione e dell’instaurarsi di relazioni interpersonali. Dall’altra l’accoglienza da parte delle strutture LGBT+ risulta profondamente caratterizzata da un modello culturale occidentale, risultando poco rappresentativa e poco rappresentativa della popolazione LGBT+ migrante.
Riuscire ad affrontare gli aspetti legali, di salute e di informazione in un’ottica intersezionale che metta insieme competenze specifiche e che integri le variabili di orientamento sessuale e identità di genere può essere quindi il modo più efficace di approcciarsi all’esperienza migrante LGBT+

Per cui abbiamo richiesto un fondo “workshop” (rif. 1761).

 

Firmando puoi sostenere i progetti!

DiscORSI d’odio

«Che fareste in auto con Boldrini?»
«Vengono in Italia e ci rubano il lavoro»
«È una bambinata. Ormai è passata, sono tutti minorenni, che ti puoi aspettare?”
«torniamo a chiedere che il servizio pubblico si impegni a produrre una corretta informazione sul tema dell’utero in affitto o “gestazione per altri”»
«L’italia agli italiani»
«Ci dispiace per la famiglia, ma non doveva mettersi in quella situazione»
«I bambini sono maschi, le bambine sono femmine»

Quando smette di essere un’ “opinione” e comincia a diventare violenza? In che modo i discorsi d’odio viaggiano attraverso le nostre parole? Quali i confini normativi delle hate speech?

Dietro l’orsacchiotto, un grizzly.

Saranno presenti:

Caterina Coppola
Giornalista e cofondatrice di Gaypost.it

Matteo Monti
Ph.d. student in diritto pubblico comparato Scuola Superiore Sant’Anna

Non solo per l(av)oro – deragliaMENTI

Glauco – Associazione Universitaria Lgbtqi+ Pisa e Pinkriot Arcigay Pisa
presentano due appuntamenti dal titolo “Non solo per l(av)oro”, con l’intento di avvicinarsi al mondo del Diversity Management.
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. […]» Art. 1 Costituzion Italiana

Il secondo appuntamento è

NON SOLO PER L(AV)ORO – deragliaMENTI
martedì 28 novembre 2017 ore 18:00
Aula Multimediale – Palazzo Ricci
Via del Collegio Ricci, 10 – Pisa

Lavorare è un diritto.
Ma non per chiunque. Ma non per tutti i lavori.
Quali sono le condizioni e i compromessi che le identità “non normate” devono accettare per entrare nel mondo del lavoro?
Quali i temi e i problemi legati a professioni, come il sex working, “non normate” e non riconosciute?

Saranno presenti:
Ethan Bonali
Uomo trans non binario, attivista del gruppo Intersexioni

Fabrizia Bonechi
Femminista, scrive per Intersezioni e Decostruzioni.

Non solo per l(av)oro – ValorizzAZIONI

 

Glauco – Associazione Universitaria Lgbtqi+ Pisa e Pinkriot Arcigay Pisa
presentano due appuntamenti dal titolo “Non solo per l(av)oro”, con l’intento di avvicinarsi al mondo del Diversity Management.
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. […]» Art. 1 Costituzion Italiana

Il primo appuntamento è

NON SOLO PER L(AV)ORO – ValorizzAZIONI
giovedì 23 novembre 2017 ore 18:00
Aula Multimediale – Palazzo Ricci
Via del Collegio Ricci, 10 – Pisa

Cosa si intende con Diversity Management? In che modo è possibile conciliare il benessere di chi lavora con le logiche di produzione? Che ruolo hanno oggi le aziende nel progresso dei diritti civili?
Tra individui e fatturato, una sottile linea su cui volteggiare. (sotto il critico sguardo di Marx)

Saranno presenti:
Lara Ampollini: Founder di Lampi. Comunicazione illuminata. agenzia che cura la comunicazione di Althea – Amore e Sughi
Simona Massei: Associate Director – Operation, Finance & Public Sector Parks – Liberi e Uguali
Chiara Reali: Head of Research di diversitylab

Procedura rilascio doppio libretto – Università di Pisa

L’Università di Pisa, con Delibera Senato Accademico n. 87 del 21 aprile 2017, offre (finalmente!) alle/agli studenti che stanno affrontando un percorso di transizione la possibilità di richiedere il rilascio di un nuovo libretto universitario che rispetti l’identità eletta.

La richiesta viene fatta direttamente in segreteria studenti (Largo Pontecorvo), dove viene firmato un accordo di riservatezza che definisce tutte le clausole relative all’uso del nuovo documento. Nel giro di circa 10 giorni viene istituita la nuova carriera e rilasciato il nuovo libretto e la tessera della mensa.

In questa pagina è possibile trovare i riferimenti alla procedura. Chiunque avesse bisogno di maggiori informazioni o di supporto per la richiesta può contattare il presidente di Glauco, Junio Aglioti Colombini, all’indirizzo glaucounipi@gmail.com.